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avvocati, mediazione e cittadini tra giustizia e interessi
Il difficile punto di equilibrio tra la giustizia equità ed il sacrificio degli interessi di categoria nel sempreverde dibattito intorno alla mediazione civile obbligatoria - in attesa della pronuncia della Consulta sulla legittimità del Decreto
 
L'opinione di
 
 
Avvocato del Foro di Torino
 
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Non molto tempo fa, “il Consiglio Nazionale forense ha diramato agli ordini forensi due circolari sulla mediazione che tengono conto dell’integrazione del codice deontologico e  modifiche ai regolamenti di procedura degli organismi di mediazione in linea con il decreto ministeriale del 6 luglio n. 145”. In attesa che la Corte Costituzionale(la prima udienza il prossimo ottobre) si pronunci sull’eccezione di incostituzionalità delle norme sulla mediazione e che il legislatore apporti le necessarie modifiche all’Istituto, piu’ volte richieste dal Consiglio Nazionale Forense, il Cnf ha diramato queste due circolari sopracitate agli Ordini forensi per dare delle indicazioni utili a “governare” l’istituto anche nei suoi aspetti deontologici e nelle sue ricadute disciplinari, nell’ottica di maggiori garanzie per i cittadini utenti.
 
Ma proprio di garanzie ai cittadini, in questo articolo, vogliamo parlare…
 
Spesso e volentieri quando si verificano dei cambiamenti intorno a  “modus operandi” consolidati, troviamo delle “resistenze” che vanno oltremisura. Cercando degli escamotages fuorvianti, creando dei paletti che vanno oltre la ragionevole considerazione, si rischia di spostare l’attenzione su temi certamente importanti, ma che inevitabilmente oscurano il punto essenziale dell’argomento in questione e cioè “L’INTERESSE DEL CITTADINO”.
 
Mi sta bene che il dovere di una “’adeguata competenza”  per l’avvocato che decida di assumere la funzione di mediatore, sia indispensabile al fine di evitare che i cittadini incorrano in irreversibili pregiudizi derivanti dalla scarsa conoscenza o valutazione degli elementi loro offerti per chiudere o no l’accordo di mediazione. Questo l’avvocato lo sa già, e se è un buon avvocato, sa benissimo quali sono i doveri e quali gli obblighi a cui deve attenersi. Non sono esclusivamente  gli Avvocati_ mediatori che devono uniformarsi alle regole deontologiche, ma anche gli Avvocati delle parti assistite che si presentano in mediazione e che dovrebbero creare un ambiente e una cultura favorevole alla  conciliazione. In realtà,  i cittadini si recano all’udienza di mediazione (lo dico per esperienza personale) impreparati e mal informati dai loro avvocati che hanno come scopo precipuo di non conciliare e voler proseguire il contenzioso nelle aule giudiziarie.
 
Alla luce di quanto detto, ci sembra assurda la posizione dell’OUA (organismo unitario dell’avvocatura) contro la mediazione. Pubblicare un manifesto ove si dichiara apertamente “per libere professioni a rischio milioni di posti di lavoro. Solo in Campania pericolo chiusura per oltre 10 mila studi”, rappresenta  una  grossa responsabilità   specie quando si fa passare un messaggio del tipo  che i cittadini sarebbero stati penalizzati dalla mediazione , ma di chi è la colpa, allora,  di queste chiusure qualora siano attendibili ?
 
Di quelli, come dice un organismo di mediazione e conciliazione “che fanno di tutto per boicottare e disprezzare il valore aggiunto della nuova attività professionale di mediatore, confidando nella ingenuità dei cittadini" ignari di una realtà (aggiungo io) lontana dalle loro beghe quotidiane apparentemente innocue per i piu’ , ma estremamente ardue per i tanti.
 




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