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Il contratto con effetti protettivi per i terzi

La responsabilità nei confronti dei terzi in ipotesi di contratto con effetti protettivi per i terzi; contrattuale o extracontrattuale?

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Il contratto e i terzi


Il contratto per persona da nominare


Il contratto ad effetti protettivi nei confronti dei terzi è frutto dell'elaborazione giurisprudenziale; si tratta di un contratto che ha ad oggetto obbligazioni il cui esatto adempimento tutela, oltre alla parte stipulante, anche terze persone le quali non hanno rimedi diretti per conseguire l'esatto adempimento ma solo una tutela risarcitoria a fornte dell'inesatto adempimento che abbia loro causato un danno. Il terzo che agisce per il risarcimento del danno, lo fa però a titolo contrattuale il che determina dei vantaggi in termini di onere della prova e in relazione al termine di prescrizione applicabile. Si trattava, in effetti, di una ricostruzione consolidata che, tuttavia, di recente ha subito taluni ripensamenti da parte della giurisprudenza di legittimità che, con le sentenze n. 6914 del 2012 e 16754 del medesimo anno ha qualificato come extracontrattuale, nel primo caso, la responsabilità della casa di cura ne confronti degli stretti congiunti per i danni da questi subiti quale conseguenza del decesso del familiare e, nel secondo caso, la responsabilità del ginecologo nei confronti del figlio nato malformato in mancanza delle dovute informazioni alla paziente che l'avrebbero indotta all'interruzione della gravidanza. Il contratto con effetti protettivi nei confronti dei terzi ha, peraltro, sollecitato talune critiche in dottrina essendosi in particolare evidenziato che si tratta di un'elaborazione teorica di scarsa applicazione pratica potendo, in presenza di una conforme volontà dei contraenti, essere soppiantata dal contratto (anche) in favore di terzo.

Cassazione civile, sez. III, 02/10/2012,  n. 16754

Il risarcimento del cd. "danno da nascita indesiderata", scaturente dall'errore del medico che, non rilevando malformazioni congenite del concepito, impedisca alla madre l'esercizio del diritto di interruzione della gravidanza, spetta non solo ai genitori del bimbo nato malformato, ma anche ai suoi fratelli. Nel caso in cui il medico ometta di segnalare alla gestante l'esistenza di più efficaci test diagnostici prenatali rispetto a quello in concreto prescelto, impedendole così di accertare l'esistenza d'una malformazione congenita del concepito, quest'ultimo, ancorché privo di soggettività giuridica fino al momento della nascita, una volta venuto ad esistenza ha diritto, fondato sugli art. 2, 3, 29, 30 e 32 cost., ad essere risarcito da parte del sanitario del danno consistente nell'essere nato non sano, rappresentato dell'interesse ad alleviare la propria condizione di vita impeditiva di una libera estrinsecazione della personalità.

Nel caso in cui il medico ometta di segnalare alla gestante l'esistenza di più efficaci test diagnostici prenatali rispetto a quello in concreto prescelto, impedendole così di accertare l'esistenza d'una malformazione congenita del concepito, quest'ultimo, ancorché privo di soggettività giuridica fino al momento della nascita, una volta venuto ad esistenza ha diritto ad essere risarcito. Il vulnus lamentato da parte del minore malformato, tuttavia, non è la malformazione in sé considerata, bensì lo stato funzionale di infermità, sintesi generatrice di una vita handicappata, che merita di essere vissuta meno disagevolmente, attribuendo direttamente al soggetto che di tale condizione di disagio è personalmente portatore il dovuto importo risarcitorio.

Cassazione civile, sez. III, 08/05/2012,  n. 6914

Ove un terzo chieda il risarcimento del danno non patrimoniale da sé stesso subito a causa dell'inadempimento della casa di cura nei confronti del proprio congiunto, l'ambito risarcitorio nel quale la domanda deve essere inquadrata è necessariamente di natura extracontrattuale, con conseguente onere per l'attore di provare il comportamento colposo della struttura.

Ha natura eminentemente extracontrattuale - e deve essere conseguentemente regolato dai relativi principi in tema di onere della prova - il rapporto tra una casa di riposo per anziani e la figlia di una paziente che domanda la condanna della struttura sanitaria al risarcimento del danno a seguito della caduta della propria madre da una finestra della stanza di degenza.





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