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Partite Iva e cococo dopo la Fornero
Partite Iva e cococo dopo la Fornero - la presunzione della sussistenza di collaborazioni coordinate e continuative con i titolari di partita IVA dopo la riforma Fornero


La disciplina e l'ambito applicativo delle collaborazioni coordinate e continuative sono stati modificati dalla legge n 92 del 2012 che è intervenuta, con finalità antielusive e di tutela, sul tessuto normativo di cui agli artt. 61 e ss del D.Lgs. n 276 del 2003 (c.d. Riforma Biagi).
 
Il citato decreto, con l'art. 61, aveva stabilito l'obbligo che tutte le collaborazioni coordinate e continuative fossero riconducibili ad un progetto o a una fase/programma di lavoro; tale progetto, programma o fase di lavoro dovevano poi individuarsi espressamente in un contratto in forma scritta.
 
In difetto, il contratto di collaborazione coordinata e continuativa poteva convertirsi, con pronuncia giudiziale, in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Riforma Biagi, in sostanza, aveva, salvo eccezioni delle quali diremo, imposto il contratto a progetto quale forma contrattuale necessaria per intraprendere un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.
 
Le eccezioni, individuate nell'art. 61 del D.Lgs. n. 276 del 2003 riguardavano (e tutt'ora riguardano):
 
i rapporti lavorativi non eccedenti i 30 giorni in un anno con un unico committente a condizione che il compenso complessivamente riconosciuto non sia superiore a Euro 5.000,00;
 
i rapporti lavorativi con gli iscritti ad Albi o Registri in relazione alle attività regolamentate per le quali sia richiesta l'iscrizione;
 
i rapporti lavorativi instaurati con i pensionati di vecchiaia;
 
i rapporti lavorativi con i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni
 
i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I.
 
Posto dunque l'obbligo di ricondurre le collaborazioni coordinate continuative nell'alveo di uno specifico progetto, una delicata questione riguardava la distinzione tra queste e i rapporti lavorativi autonomi che, in quanto tali, restavano al di fuori del campo d'applicazione degli artt. 61 e ss del D.Lgs. n 276 del 2006; ciò anche per la diversa disciplina previdenziale nelle due diverse ipotesi. Mentre l'obbligo contributivo, con riferimento alle collaborazioni coordinate e continuative, grava sul committente anche per la quota del lavoratore (con suddivisione del carico per 1/3 in capo al lavoratore e per 2/3 in capo al committente), detto obbligo, con riferimento ai rapporti di lavoro autonomo, grava sul lavoratore per intero in quale, con la fattura, addebita una maggiorazione del 4% al committente a titolo di rivalsa.
 
La Riforma Fornero è intervenuta con una specifica disposizione intesa a "stanare" le collaborazioni coordinate continuative "mascherate" da rapporti di lavoro autonomo dietro lo schermo formale dell'apertura della partita IVA.
 
E' stato così introdotto, dal comma 26 dell'art. 1 della Legge n 92 del 2012, l'art. 69 bis del D.Lgs. n 276 del 2003 che ha previsto l'applicazione dell'intera disciplina, anche per i profili previdenziali, relativa alle collaborazioni coordinate continuative di cui agli artt. 61 e ss del D.Lgs. n. 276 del 2003 con riferimento ai rapporti lavorativi instaurati con titolari di parita IVA se:

a) la collaborazione ha una durata complessivamente superiore a otto mesi nell'arco dell'anno solare;

b) il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a piu' soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisce piu' dell'80 per cento dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dello stesso anno solare;

c) il collaboratore dispone di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

E' fatta comunque salva la facoltà di prova contraria per il committente.

La presunzione, peraltro, non opera qualora la prestazione lavorativa:

a) sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività;

b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233.

c) con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nell’esercizio di attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni.

Ai sensi del comma 4 del nuovo art. 69 bis, d.lgs. n. 276/2003, la sussistenza degli indici presuntivi di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa determina l’integrale applicazione delle disposizioni relative all’obbligo di apposizione del progetto (art. 61, e ss, d.lgs. n. 276/2003), ivi compresa la conversione del rapporto (da autonomo a subordinato) conseguente all’omessa o illegittima apposizione del progetto (art. 69, c. 1, d.lgs. n. 276/2003).

Sotto il profilo previdenziale, quando la prestazione di lavoro autonomo si configura come collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributivi derivanti dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS sono a carico per due terzi del committente e per un terzo del collaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli imponga l’assolvimento dei relativi obblighi di pagamento, ha il relativo diritto di rivalsa nei confronti del committente.

Le previsioni dell’art. 69 bis, d.lgs. n. 276/2003 si applicano ai rapporti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore della legge.
 
Per i rapporti in essere al momento dell’entrata in vigore della legge le predette disposizioni si applicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.


Art. 61 e 69 bis D.Lgs. n 276 del 2003

Art. 61

Ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa prevalentemente personale e senza vincolo di subordinazione, di cui all'articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile, devono essere riconducibili a uno o piu' progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore. Il progetto deve essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale e non puo' consistere in una mera riproposizione dell'oggetto sociale del committente, avuto riguardo al coordinamento con l'organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attivita' lavorativa. Il progetto non puo' comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale (1).
2. Dalla disposizione di cui al comma 1 sono escluse le prestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare ovvero, nell’ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona, non superiore a 240 ore, con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro, nel qual caso trovano applicazione le disposizioni contenute nel presente capo (2).
3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, nonché i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I., come individuate e disciplinate dall'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Sono altresì esclusi dal campo di applicazione del presente capo i componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni, nonché coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia (3).
4. Le disposizioni contenute nel presente capo non pregiudicano l'applicazione di clausole di contratto individuale o di accordo collettivo più favorevoli per il collaboratore a progetto (4) .


Art.69 bis
(Altre prestazioni lavorative rese in regime di lavoro autonomo) (1).

1. Le prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto sono considerate, salvo che sia fornita prova contraria da parte del committente, rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:

a) che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore a otto mesi nell'arco dell'anno solare;

b) che il corrispettivo derivante da tale collaborazione, anche se fatturato a piu' soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, costituisca piu' dell'80 per cento dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dello stesso anno solare;

c) che il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

2. La presunzione di cui al comma 1 non opera qualora la prestazione lavorativa presenti i seguenti requisiti:

a) sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacita' tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attivita';

b) sia svolta da soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233.

3. La presunzione di cui al comma 1 non opera altresi' con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attivita' professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni. Alla ricognizione delle predette attivita' si provvede con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare, in fase di prima applicazione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sentite le parti sociali.

4. La presunzione di cui al comma 1, che determina l'integrale applicazione della disciplina di cui al presente capo, ivi compresa la disposizione dell'articolo 69, comma 1, si applica ai rapporti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione. Per i rapporti in corso a tale data, al fine di consentire gli opportuni adeguamenti, le predette disposizioni si applicano decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

5. Quando la prestazione lavorativa di cui al comma 1 si configura come collaborazione coordinata e continuativa, gli oneri contributivi derivanti dall'obbligo di iscrizione alla gestione separata dell'INPS ai sensi dell'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono a carico per due terzi del committente e per un terzo del collaboratore, il quale, nel caso in cui la legge gli imponga l'assolvimento dei relativi obblighi di pagamento, ha il relativo diritto di rivalsa nei confronti del committente.

(1) Articolo aggiunto dall'articolo 1, comma 26, della Legge 28 giugno 2012, n. 92.




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