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La natura e le funzioni della caparra confirmatoria
 

La caparra confirmatoria di cui all’art. 1385 c.c. è la somma di denaro o la quantità di cose fungibili che, al momento della conclusione del contratto, una parte dà all’altra con l’accordo che, in caso d’adempimento, la caparra sarà imputata alla prestazione dovuta o restituita. Essa va distinta dalla caparra penitenziale che ha la funzione di corrispettivo del diritto di recesso previsto a favore di una o di entrambe le parti.

Il patto con il quale le parti prevedono la caparra confirmatoria ha natura reale in quanto presuppone, per la sua efficacia, che la somma di denaro pattuita o la quantità di cose fungibili sia effettivamente consegnata. In caso di inadempimento, la parte fedele che ha ricevuto la caparra può recedere dal contratto e trattenere la caparra. Ove, invece, la parte che ha ricevuto la caparra confirmatoria sia inadempiente, sarà l’altra parte che potrà recedere dal contratto dovendo restituire il doppio della caparra ricevuta.

La caparra confirmatoria ha una funzione di garanzia dell’adempimento, di autotutela e di preventiva liquidazione del danno.

Sotto tale ultimo profilo, la funzione della caparra confirmatoria è assimilabile a quella della clausola penale anche se, secondo la giurisprudenza, non è applicabile ad essa il disposto di cui all’art. 1384 c.c. che prevede la possibilità di ottenere una riduzione della clausola penale nel caso in cui sia manifestamente eccessiva o in caso di parziale adempimento (in tal senso Cass. Civ. sentenza 1 dicembre 2000 n. 15391).

Secondo la giurisprudenza e la dottrina, il recesso di cui all’art. 1384 c.c. rientra nella generale fattispecie della risoluzione per inadempimento, della quale condivide  la disciplina codicistica.

L’inadempimento che legittima il recesso deve essere, in tale prospettiva, imputabile e di non scarsa importanza avuto riguardo all’interesse dell’altra parte, il recesso potrà essere domandato anche se si è agito per ottenere l’adempimento mentre non si potrà chiedere l’adempimento se si è esercitato il diritto di recesso.  

Con una recente pronuncia delle Sezioni Unite, è stato poi posto in rilievo il rapporto di alternatività esistente tra la domanda di recesso e quella di risoluzione dacchè la domanda avente ad oggetto la caparra confirmatoria esclude la possibilità di chiedere il risarcimento del danno integrale mentre la scelta di domandare la risoluzione del contratto ed il risarcimento del danno obbliga alla riconsegna della caparra.

 





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