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Le clausole vessatorie art. 1341 c.c. secondo comma
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Le clausole vessatorie sono disciplinate nell'art. 1341 c.c. secondo comma e richiamate nell'art. 1342 c.c., relativo ai contratti conclusi mediante moduli e formulari. Si definiscono clausole vessatorie quelle condizioni unilateralmente predisposte che stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte, limitazioni di responsabilità, facoltà di recedere dal contratto o di sospenderne l'esecuzione, ovvero sanciscano a carico dell'altro contraente decadenze, limitazioni della facoltà di sollevare eccezioni, restrizioni alla libertà contrattuale nei rapporti con i terzi, tacita proroga o rinnovazione del contratto, clausole compromissorie o deroghe alla competenza dell'autorità giudiziaria.


Con riferimento a tali clausole vessatorie, l'art. 1341 c.c. secondo comma ne stabilisce l'inefficacia ove le stesse non siano state specificatamente sottoscritte dalla parte non predisponente.

Per gli effetti di cui all'art. 1341 c.c., non è sufficiente una sottoscrizione cumulativa relativa a tutte le clausole vessatorie ma è necessario che ciascuna clausola vessatoria sia richiamata espressamente, con indicazione del numero della clausola e del suo contenuto o anche del solo numero purchè questo sia idoneo a rivelare il contenuto della clausola al contraente debole.

Le clausole vessatorie indicate nell'art. 1341 c.c. non sono suscettibili di interpretazione analogica in quanto l'elencazione è da intendersi tassativa; è, tuttavia, ammessa una interpretazione estensiva del contenuto delle clausole.

L'art. 1341 c.c. si applica esclusivamente con riferimento alle clausole che siano state unilateralmente predisposte e non nel caso in cui il contratto sia stato oggetto di trattative; secondo la giurisprudenza le clausole di cui all'art. 1341 c.c. secondo comma, inoltre, non sono da considerarsi vessatorie qualora siano previste a carico o a favore di entrambe le parti contraenti.

Ove le clausole vessatorie unilateralmente predisposte non siano state specificatamente sottoscritte, esse risultano, per espressa pevisione del  codice, inefficaci. Secondo parte della dottrina, si tratterebbe di una nullità relativa del contratto per difetto di forma della clausola vessatoria non sottoscritta con la conseguenza che sarebbe applicabile l'art. 1419 cc in materia di estensione della nullità all'intero contratto in caso di clausola vessatoria essenziale

Ove, poi, il contratto sia concluso per atto pubblico, secondo la più recente giurisprudenza di legittimità, le clausole vessatorie non necessitano di specifica sottoscrizione.

Debbono, infine, mantenersi distinte le clausole che limitano l'oggetto del contratto (come i massimali di polizza) da quelle che limitano la responsabilità che, contrariamente alle prime, necessitano di specifica sottoscrizione.

L'art. 1341 cc, secondo comma garantisce dunque una tutela di carattere solo formale in relazione ad una determinata tipologie di clausole contrattuali unilateralmente predisposte. Di recente la normativa consumeristica è intervenuta per garantire una tutela di carattere sostanziale in favore del consumatore e nei confronti del professionista in relazione a tutte le clausole che determinino una sproporzione delle posizioni contrattuali (stabilendo, peraltro, una presunzione di vessatorietà con riferimento a specifiche ed individuate clausole) stabilendo, come conseguenza dell'apposizione delle stesse, la nullità relativa a favore del consumetore con la conservazione obbligata del contratto per il resto.

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