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La responsabilitą da contatto amministrativo qualificato
 
Anche il diritto amministrativo ha preso in considerazione i rapporti contrattuali di fatto, in relazione alle fattispecie di risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo. Come noto, la pietra miliare del risarcimento del danno da lesione di interesse legittimo pretensivo è costituita da Cass. Civ. SS.UU. n. 500 del 1999 secondo cui la tutela risarcitoria può essere concessa a prescindere dall'annullamento dell'atto per effetto del meccanismo della disapplicazione provvedimentale.
Con l'art. 7 della Legge n. 205 del 2000 viene devoluta al GA la competenza in materia di risarcimento del danno. Il problema che si è posto è stato, poi, quello di stabilire a che titolo si agisca per il risarcimento del danno nei confronti della PA in caso di lesione di interse legittimo ed in questo contesto si è inserita la teroria della responsabilità da contatto amministrativo qualificato. Secondo la sentenza n. 500 del 1999 delle Sezioni Unite il titolo della responsabilità della PA era extracontrattuale; era, dunque, onere del danneggiato provare il danno, il nesso di causalità e, soprattutto, la colpa dell'apparato amministrativo. L'orientamento della Suprema Corte fu inizialmente recepito dal Consiglio di Stato. Tra il 2002 ed il 2004 si fece, invece, largo la diversa tesi del contatto amministrativo qualificato, secondo cui dal contatto tra cittadino e PA nascevano obbligazioni di protezione a carico della PA ed a garanzia del cittadino; obbligazioni che, ove inadempiute, davano luogo ad una responsabilità di carattere contrattuale. La conseguenza di maggior rilievo era in punto di prova in quanto, per il cittadino, era sufficiente provare la violazione della propria posizione di interesse legittimo, non sussistendo l'onere di fornire la prova della colpa dell'amministrazione. Anche la Suprema Corte, con la nota sentenza n. 157 del 2003, abbracciò la teroia della responsabilità della PA da contatto amministrativo qualificato; teoria che fu siccessivamente abbandonata dalla giurisprudenza amministartiva che, oggi, risulta saldamente attestata sulla considerazione della responsabilità della PA da violazione di interesse legittimo come responsabilità di tipo extracontrattuale. Vale, peraltro, la presunzione di colpa della PA derivante dall'illegittimità del suo agire, salva la prova contraria.
 




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