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contratto di lavoro a tutele crescenti
Con il decreto legislativo in materia di contratto di lavoro a tutele crescenti, si disciplina, in realtà solo il tipo di tutela del lavoratore in caso di licenziamento ed in realtà cresce solo il quantum della tutela indennitaria poichè la residua tutela reintegratoria prescinde dall'anzianità di servizio.

In sostanza, qualora si applichino le norme del nuovo decreto, non si applicano più le norme dell'art. 18 della l. n. 300 del 1970 anche se, per taluni profili, le norme del vecchio articolo 18, ancora applicabili ai lavoratori già assunti a tempo indeterminato alle dipendenze di aziende con organico già superiore alle 15 unità, coincidono con le norme del nuovo decreto.

Il campo soggettivo di applicazione del nuovo decreto è definito all'art. 1: tutti i nuovi assunti a tempo indeterminato o lavoratori che ottengano, successivamente all'entrata in vigore del decreto, la conversione del rapporto da tempo determinato a tempo idneterminato (la norma non fa distinzioni relative all'organizo ma si ritiene che si tratti solo dei neo assunti da aziende con organico superiore a quindici dipendenti); lavoratori già assunti alle dipendenze di datori di lavori che abbiano però un organico inferiore a quindici dipendenti e che superino la soglia dei 15 solo dopo l'entrata in vigore del decreto.

Per tutti questi lavoratori, è prevista la reintegra solo in caso di licenziamento nullo o inefficace perchè intimato in forma orale ovvero in caso di licenziamento intimato a causa della disabilità fisica e psichica del lavoratore o in caso di licenziamento disciplinare se il fatto materiale contestato non sussiste (con diversa graduazione della contestuale tutela indennitaria in caso di licenziamento nullo o illegittimo per inesistenza del fatto). 

In ogni altra ipotesi di licenziamento illegittimo perchè privo di giusta causa e/o di giustificato motivo, è prevista solo la tutela indennitaria tra quattro mensilità e 24; tale indennità, nell'importo compreso tra quattro e 24 mensilità va commisurata in dipendenza dell'aznainità di servizio (due mensilità per ogni anno di anzianità)

E' esplicitamente prevista l'inapplicabilità dell'art. 7 della l. n. 300 del 1970 con la conseguenza che il licenziamento potrà essere intimato senza previa contestazione dell'addebito.

In caso di vizi di natura formale, inerenti la motivazione del licenziamento, è prevista una tutela indennitaria minore, tra due mensilità e dodici; tale indennità, entro tali limiti, va commisurata in dipendenza dell'anzianità di servizio (una mensilità per ogni anno di anzianità).

Per tutti i licenziamenti che siano soggetti a tale disicplina non è esclusa l'applicazione delle norme di rito di cui agli artt. 1, commi 47 e ss della l.n. 92/2012 (c.d. Rito Fornero).

Per i licenziamenti collettivi è prevista l'applicazione della disciplina prevista per il licenziamento nullo in caso di mancanza della forma scritta; in caso di errori di procedura o di violazione dei criteri di scelta è prevista la tutela indennitaria per il caso del licenziamento privo di giusta causa e/o di giustificato motivo.
 
 




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