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il contratto fiduciario e il contratto indiretto

 

Il contratto indiretto e il contratto fiduciario (che, secondo parte della dottrina, rappresenta un’ipotesi di contratto indiretto) individuano vicende negoziali deputate alla realizzazione di interessi ulteriori e diversi rispetto a quelli tipici dello strumento contrattuale utilizzato; naturalmente tale finalità ulteriore non deve essere riprovata dall'ordinamento in quanto, in tale ipotesi, si realizza il contratto in frode alla legge di cui all'art. 1344 cc.

Il contratto indiretto e il contratto fiduciario, a livello puramente intuitivo, presentano talune affinità con la simulazione in quanto, così come all'interno del congegno simulatorio, gli effetti giuridici da perseguire e raggiungere sono diversi da quelli tipici del contratto apparentemente concluso.

Con il contratto indiretto e con il contratto fiduciario le parti, tuttavia, vogliono effettivamente il contratto apparente ma si prefiggono di raggiungere risultati ulteriori rispetto a quelli tipici del contratto posto in essere. Con riferimento al contratto fiduciario, si è sottolineato come sussiste un’eccedenza della causa del contratto rispetto agli interessi effettivamente perseguiti dalle parti. Nella categoria dei contratti fiduciari, vengono, di norma, considerati a parte quelli aventi uno scopo di garanzia del credito. Si tratta, sovente, di contratti di vendita condizionati risolutivamente all’estinzione del debito (in tal caso è, tuttavia, necessario che il contratto fiduciario non sia nullo per frode alla legge ex art. 1344 c.c. per la violazione del divieto del patto commissorio).

Sempre con riferimento al contratto fiduciario si discute se il pactum fiduciae sia un contratto distinto e collegato al contratto fiduciario o se si tratti di un patto che accede al contratto fiduciario arricchendone la causa.

Si deve, poi, distinguere tra la proprietà fiduciaria (di cui costituisce un esempio il trust inglese) e che si caratterizza per l’opponibilità erga omnes del patto fiduciario con la conseguenza che i beni che ne formano oggetto non possono essere oggetto di atti d’esecuzione da parte dei creditori del fiduciario (c.d. blindatura patrimoniale) dal contratto fiduciario che produce esclusivamente effetti obbligatori tra fiduciante e fiduciario e nessun effetto reale nei confronti dei terzi nel rispetto del disposto di cui all’art. 1372 c.c. In caso di inadempimento del fiduciario per induzione del terzo acquirente, si configurerà un concorso di responsabilità contrattuale del fiduciario e di responsabilità aquiliana del terzo.

La configurabilità della proprietà fiduciaria nell’ordinamento italiano, trova ostacoli giuridici nell’art. 1372 c.c. che stabilisce, in via generale, che i contratti non producono effetti nei confronti dei terzi se non nei casi specificamente individuati dalle legge e negli artt. 2740 e 2741 c.c. che stabiliscono il principio generale della responsabilità patrimoniale del debitore con tutti i suoi beni presenti e futuri (e, quindi, anche con i beni che sono stati acquistati in forza di contratto fiduciario) e della tipicità della limitazione della responsabilità patrimoniale.

Sia la proprietà fiduciaria che il contratto fiduciario avente ad oggetto il trasferimento della proprietà di un bene sono fattispecie caratterizzate dal fatto che il bene trasferito non deve essere amministrato e goduto nell’interesse del fiduciario ma per finalità diverse individuate dal fiduciante.

Nel nostro ordinamento abbiamo esempi di proprietà fiduciarie con riferimento alle società di gestione mobiliare in relazione ai patrimoni dei terzi gestiti (L. n. 1 del 2 gennaio 1991) e, nell’ambito del diritto societario, con riferimento ai patrimoni destinati ad uno specifico affare di cui agli artt. 2447 bis e ss. c.c. introdotto dal D.Lgs. n. 6 del 17 gennaio 2003. Anche l’art. 39 nonies del d.l. 30 dicembre 2005 n. 273, convertito in legge 23 febbraio 2006, n. 51 ha introdotto l’art. 2645 ter c.c. che consente la trascrizione di atti di destinazione di beni per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela, con opponibilità ai terzi del vincolo di destinazione.

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