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Il contratto di parcheggio
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La sentenza qualifica il contratto di parcheggio come contratto atipico, riconducendolo, quanto alla disciplina applicabile, secondo la teoria dell'assorbimento, nello schema generale del contratto di deposito.
 
In tale prospettiva, nel contratto di parcheggio, l'affidamento della cosa (nella specie si trattava di un'autovettura) può avvenire in qualsiasi modo idoneo a realizzare l'effetto reale non essendo, all'uopo, necessaria la consegna delle chiavi. E dunque anche l'ingresso dell'autovettura a mezzo di prelievoautomatizzato del biglietto legittimante la sosta risulta costitutivo dell'obbligo di custodia a carico del gestore per effetto del perfezionato contratto di parcheggio.
 
Costituito l'obbligo di custodia in capo al depositario, per la liberazione di questi dalla responsabilità per i danni o per il furto dell'autovettura, occorrerà la prova dell'inevitabilità dell'evento nonostante la diligenza del buon padre di famiglia.
 
Secondo la Suprema Corte, per individuare la disciplina applicabile al contratto di parcheggio che si sia concluso mercè l'affidamento di fatto dell'autovettura attraverso l'introduzione della medesima nell'area di parcheggio, dovrà farsi riferimento alla disciplina in materia di deposito, avendo cura di precisare che non varranno ad esonerare il depositario dalla responsabilità eventuali clausole limitative che siano rese conoscibili attraverso l'apposizione di specifici cartelli in considerazione della mancata specifica sottoscrizione ex art. 1341 2° comma cc.

 

Cassazione Civile  Sez. III del 27 gennaio 2009 n. 1957
Le clausole che limitano e/o escludono la responsabilità della società che gestisce l'area a parcheggio non hanno effetto nei confronti dell'automobilista. Tale limitazione di responsabilità è inefficace, in quanto non approvata specificamente per iscritto ai sensi dell'art. 1341 comma 2 c.c., dovendosi essa ritenere quale condizione generale di contratto ed essendo il suddetto avviso assimilabile a tutti gli effetti ad un'offerta al pubblico ex art. 1336 c.c.

In caso di parcheggio di un automezzo in un'area recintata a ciò predisposta e gestita da una società, va esclusa l'applicabilità della norma di cui all'art. 7, comma 1, lett. f, del d.lg. n. 285 del 1992, che si riferisce alla destinazione di zone cittadine a parcheggio con dispositivi di controllo della durata della sosta a pagamento, vertendosi, invece, in tema di contratto atipico di parcheggio per la cui disciplina occorre far riferimento alle norme relative al deposito. Peraltro, per la sussistenza dell'obbligo di custodia, non é necessario l'affidamento del veicolo ad una persona fisica, poiché la consegna può realizzarsi attraverso l'immissione dello stesso nella predetta area, previo perfezionamento del contratto mediante l'introduzione di monete nell'apposito meccanismo, ben potendo l'obbligo di custodia prescindere dalla presenza di persone addette specificamente a ricevere quella consegna e ad effettuare la connessa sorveglianza, bastando in proposito diverse ed equipollenti modalità, quali l'adozione di sistemi automatizzati per la procedura di ingresso e di uscita dei veicoli dal parcheggio mediante schede magnetizzate. Ne consegue la responsabilità del gestore nel caso di furto del veicolo, senza che essa possa essere esclusa dall'avviso affisso prima dell'ingresso nell'area del parcheggio, con cui il gestore rappresenti di non rispondere del furto totale o parziale delle auto, poiché essa rappresenta una clausola di esclusione della responsabilità di carattere vessatorio e, pertanto, inefficace se non approvata specificamente per iscritto, dovendosi qualificare la medesima come condizione generale di contratto, nel mentre il predetto avviso, può, piuttosto, ritenersi assimilabile ad un'offerta al pubblico ai sensi dell'art. 1336 c.c..

Al contratto atipico di parcheggio si applica la disciplina del deposito, di talché la responsabilità "ex recepto", nel caso di furto dell'autoveicolo, grava sul gestore dell'area recintata adibita a posteggio, ancorché realizzata in forma completamente automatizzata e senza la presenza di persone fisiche addette specificatamente a ricevere la consegna del veicolo e ad effettuare la connessa sorveglianza (nella specie, per l'entrata ed il superamento della sbarra era necessario ritirare una scheda magnetica rilasciata da un apposito dispositivo, mentre per l'uscita tale scheda doveva essere introdotta in altro apparecchio, cui seguiva il versamento del corrispettivo e la successiva immissione della stessa in una macchina per la conferma dell'eseguito pagamento).


La clausola, contenuta nelle condizioni generali di un contratto di parcheggio, con cui si prevede una limitazione o l'esclusione della responsabilità nell'ipotesi di furto totale o parziale del veicolo parcheggiato, deve ritenersi inefficace se non approvata specificatamente per iscritto (nella specie, la limitazione di responsabilità risultava da un avviso affisso prima dell 'ingresso nell 'area di parcheggio, che riproduceva l'estratto del regolamento approvato dalla giunta comunale).


Cassazione Civile Sez. III del 27 gennaio 2009 n. 1957
 





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