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decreto del fare incentivi alle assunzioni

Gli incentivi alle assunzioni nel decreto del fare, sgravi e requisiti soggettivi ed oggettivi per il conseguimento 

 

L'art. 1 del Decreto, rubricato "Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori giovani", introduce un incentivo in favore dei datori di lavoro che stipulino contratti di lavoro a tempo indeterminato.

 

Il riconoscimento dell'incentivo è condizionato alla sussistenza di due requisiti, uno soggettivo ed uno oggettivo.

 

L'assunzione, riproponendo le soglie del contratto di apprendistato (d.lgs. n. 167/2011) deve riguardare giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, i quali, ai sensi del comma 2 della disposizione in esame, devono trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni:

 

a) essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

 

b) essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;

 

c) vivere soli con una o più persone a carico.

 

Dette assunzioni, che devono avvenire successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto e non oltre il 30 giugno 2015 “devono comportare un incremento occupazionale netto” (art. 1, comma 3), il cui ambito applicativo viene chiarito dal comma 6 della disposizione.

 

La norma prevede che l'incremento occupazionale "è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti all'assunzione. I dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale sono ponderati in base al rapporto tra le ore pattuite e l'orario normale di lavoro". 

 

L’incentivo, pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, e nel limite di € 650,00 per ciascun lavoratore, è corrisposto per un periodo di 18 mesi, mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili del periodo di riferimento (fatte salve le diverse regole vigenti per il versamento dei contributi in agricoltura).

 

L'incentivo è riconosciuto pure nell'ipotesi in cui l'assunzione a tempo indeterminato riguardi un lavoratore con cui è in essere un contratto di lavoro a termine, il quale, richiede la norma, deve essere oggetto di trasformazione.

 

In questa ipotesi, l'incentivo è corrisposto per un periodo di 12 mesi.

 

La previsione desta certamente qualche perplessità, dal momento che:

 

- il riconoscimento del beneficio è, tra l'altro, condizionato all'esistenza dei requisiti di cui al comma 2 della disposizione, la quale, si è visto, contempla i requisiti oggettivi, a fronte della sussistenza dei quali trova applicazione l'incentivo;

 

- esclude dal trattamento i lavoratori che hanno già beneficiato del trattamento;

 

- prevede che, presso il datore di lavoro interessato, debba, comunque, verificarsi un'ulteriore assunzione di lavoratore, la quale può anche riguardare un soggetto non in possesso dei requisiti per il riconoscimento dello sgravio in esame.

 

La norma, infatti, così dispone: "L'incentivo di cui al comma 1 è corrisposto, per un periodo di 12 mesi, ed entro i limiti di seicentocinquanta euro mensili per lavoratore, nel caso di trasformazione con contratto a tempo indeterminato, sempre che ricorrano le condizioni di cui ai commi 2 e 3, con esclusione dei lavoratori in riferimento ai quali i datori di lavoro hanno comunque già beneficiato dell'incentivo di cui al comma 4. Alla trasformazione di cui al presente comma deve comunque corrispondere un'ulteriore assunzione di lavoratore, prescindendo in tal caso dalle condizioni soggettive di cui al comma 2, ai fini del rispetto della condizione di cui al comma 3".

 

In altre parole:

 

- il contrattista a termine che viene assunto a tempo determinato deve avere una età compresa tra i 18 e i 29 anni; deve essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; deve essere privo di un diploma di scuola media superiore o professionale; deve vivere da solo con una o più persone a carico;

 

- l'ulteriore assunzione non è vincolata da nessuna particolare limitazione.

 

Ora, viene francamente difficile interpretare il primo dei casi suddetti, il quale presuppone che il contrattista a termine, destinatario dell'assunzione a tempo indeterminato, sia sprovvisto di impiego da almeno sei mesi. Forse la norma intende far riferimento all'ipotesi in cui il contratto a termine, che dovesse essere oggetto di trasformazione, sia stato stipulato da lavoratore in quella condizione.

 

Il comma 6 dell'articolo 1 si occupa di chiarire le modalità con le quali procedere alla determinazione dell'incremento occupazionale fondante il diritto all'incentivazione delle nuove assunzioni. 

 

La norma prevede che l'incremento occupazionale "è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti all'assunzione. I dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale sono ponderati in base al rapporto tra le ore pattuite e l'orario normale di lavoro".

 

La norma, con chiaro intento diretto a limitarne l'applicazione, precisa che "L'incremento della base occupazionale va considerato al netto delle diminuzioni occupazionali verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto".

 

Rispetto all'incentivo in commento, giusto il richiamo operato dal comma 8 dell'art. 1, trovano applicazione i principi di cui all'art. 4, commi 12, 13 e 15 della L. n. 92/2012.

 

 






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