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L'annullamento del contratto

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In presenza di determinati vizi che incidono sulle modalità di formazione del contratto, l'ordinamento prevede il rimedio giudiziale dell'annullamento del contratto.

Nell'ambito del diritto civile vige il principio per il quale l'annullamento deve essere specificamente contemplato dalla legge in quanto la contrarietà del contratto a norme imperative dà luogo, salvi taluni temperamenti, alla nullità. In tal senso si usa sintetizzare il concetto affermando che la nullità può essere sia testuale che virtuale mentre l'annullamento è necessariamente testuale. Esattamente contrario è invece il prinicpio che vige nel diritto amministrativo laddove la conseguenza normale della violazione di norme imperative è quella dell'annullabilità del provvedimento mentre la nullità è necessariamente testuale ex art. 21 octies della L. n. 241 del 1990.

La natura del rimedio dell'annullabilità ne determina anche il regime giuridico che si differenzia dalla nullità in quanto postula necessariamente l'iniziativa processuale della parte il cui consenso non si è correttamente formato; è, di contro, esclusa un'iniziativa officiosa del giudice. 

La sentenza che pronuncia sulla domanda di annullameno del contratto ha, quindi, natura costitutiva, differentemente da quella che pronuncia sulla domanda di nullità che, invece, ha natura dichiarativa.

La dipendenza dell'annullamento dall'iniziativa della parte porta come ulteriore conseguenza la prescrittibilità del diritto d'azione che può essere esercitata entro il termine di cinque anni dal momento della conoscenza della causa d'annullamento. Diversamente l,'eccezione d'annullamento è imprescrittibile.

All'annullamento del contratto consegue la sua inefficacia ab origine.

In tale prospettiva, il contratto annullabile ma non annullato è produttivo di effetti ed è necessaria l'iniziativa giudiziale e il vittorioso esperimento dell'azione d'annullamento perchè tali effetti vengano rimossi.

Le cause d'annullabilità del contratto previste dal codice civile sono:

l'incapacità (legale o naturale)

i vizi del consenso -  errore, violenza e dolo.

 

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