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la struttura della retribuzione
La struttura della retribuzione, minimi tabellari, scatti di anzianità, contingenza, EDR, superminimi, elementi accessori, indennità di vacanza contrattuale
 
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La retribuzione è strutturalmente composta di vari elementi che si aggiungono alla paga base determinata di norma dai contratti collettivi, in relazione all'inquadramento del lavoratore.
 
La paga base varia, peraltro, con riferimento all'anzianità lavorativa in quanto la contrattazione collettiva prevede delle maggiorazioni automatiche (i cc.dd. scatti di anzianità, di norma biennali).
 
Allo scopo di adeguare la retribuzione all'incremento del costo della vita, era prevista l'indennità di contingenza. Si trattava di un automatismo retributivo in misura fissa che è stato soppresso a decorrere dal 1.1.1992; di conseguenza l'indennità di contingenza viene pagata nella misura maturata a quella data.
 
L'elemento distinto della retribuzione è pari a euro 10,33 ed erogato per tredici mensilità. Esso aveva la funzione di compensare i lavoratori del settore privato del mancato adeguamento dei salari al costo della vita.
 
Vi sono, poi, una serie di attribuzioni patrimoniali accessorie, di natura retributiva e non retributiva, che concorrono a determinare la struttura complessiva della retribuzione:
 
a) le maggiorazioni per il lavoro straordinario, notturno e festivo, nella misura percentuale prevista dai contratti collettivi;
 
b) i premi di operosità e di produzione, anch'essi di norma stabiliti dai contratti collettivi;
 
c) le gratifiche straordinarie e le mensilità eccedenti la tredicesima;
 
d) i compensi per le festività e per le ferie non godute;
 
e) le indennità per compensare particolari tipologie di lavoro (ad esempio per il maneggio del denaro, per i lavori disagiati ecc.);
 
e) il superminimo, cioè un'attribuzione retributiva supplementare rispetto al minimo tabellare, di norma riassorbibile, contrattata individualmente o collettivamente;
 
f) i rimborsi spese, forfetari o a piè di lista;
 
g) l'assegno unico per il nucleo familiare.

Come elemento provvisorio della retribuzione, deve ricordarsi anche l'indennità di vacanza contrattuale, disciplinata dal Protocollo Governo Parti sociali del 1993. Essa viene corrisposta in caso di mancato rinnovo del contratto collettivo decorsi tre mesi dal suo scadere sino al rinnovo stesso, ed è pari (salva diversa pattuizione delle parti) al 30% del tasso di inflazione programmata applicato ai vigenti minimi tabellari (compresa l'indennità di contingenza), percentuale che aumenta al 50% se sono passati sei mesi dalla scadenza del contratto collettivo. 




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