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Il patto di prelazione non è espressamente regolato dal codice civile ed ha per oggetto l'obbligo, assunto da una parte (promittente), di preferire l'altra (promissaria) nel caso in cui si determini ad addivenire alla stipulazione di un contratto.

In tale prospettiva, ove sia stato stipulato un patto di prelazione, il promittente ha l'obbligo di comunicare al promissario: 1) l'intenzione di stipulare il contratto;
2) le condizioni del contratto;
3) il termine entro il quale esercitare la prelazione (peraltro, secondo parte della dottrina, sarebbe ammissibile anche una prelazione concessa sine die non configurandosi come un limite particolarmente significativo per la libertà negoziale del promittente).

Il patto di prelazione, secondo una certa dottrina, sarebbe assimilabile a un preliminare unilaterale subordinato alla condizione sospensiva che il promittente si determini a stipulare il contratto. Tale ricostruzione, tra gli effetti sostanziali più significativi, consentirebbe al prelazionario di trascrivere la prelazione e di svolgere domanda di esecuzione in forma specifica del preliminare ex art. 2932 cc.

Secondo la giurisprudenza, invece, il patto di prelazione si distingue dal preliminare unilaterale avendo ad oggetto l'obbligazione negativa di non concludere il contratto prima che il prelazionario abbia dichiarato di non volerlo concludere o prima che sia spirato il termine per l'esercizio della prelazione e l'obbligazione positiva di effettuare la comunicazione dell'intenzione di procedere alla stipulazione (c.d. denuntiatio).

La conseguenza dell'interpretazione giurisprudenziale è quella che il patto di prelazione non è suscettibile di esecuzione in forma specifica e consente al prelazionario unicamente l'azione risarcitoria in caso di inadempimento eventualmente ex art. 2043 cc nei confronti del terzo che abbia indotto all'inadempimento il promittente.
             
Vi sono, poi, ipotesi di prelazione legale allorchè il diritto di essere preferiti nella stipulazione del futuro contratto discenda direttamente dalla legge. In tali ipotesi, tuttavia, il diritto di preferenza è assistito dal diritto di retratto e può essere esercitato anche nei confronti dei terzi che abbiano acquistato il dritto oggetto di prelazione ai danni del prelazionario (si tratta della prelazione agraria, della prelazione prevista in favore dei conduttori di immobili ad uso diverso dall'abitativo, della prelazione prevista in favore de coeredi e di quella prevista nell'ambito dell'impresa familiare).

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