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I rapporti tra preliminare e definitivo
 
In via generale il rapporto tra preliminare definitivo rappresenta una sequenza peculiare che integra una forma di collegamento negoziale necessario.
 
Il problema che si pone è se il contratto definitivo sia un nuovo contratto o rappresenti solo l'adempimento di un obbligo precedentemente assunto (ciò dovrebbe avere conseguenze anche in tema di capacità delle parti, ai sensi dell'art. 1191 cc, infatti, ove il contratto definitivo fosse considerato solo un adempimento esso potrebbe essere stipulato anche in stato di incapacità, ove fosse considerato un contratto autonomo, la capacità dovrebbe essere richiesta anche in sede di stipula del definitivo).
 
In favore della tesi dell'autonomia del contratto definitivo depone la considerazione che le parti possono sempre consensualmente determinarsi a modificare i contenuti del contratto preliminare.
 
Connessa alla questione generale relativa alla natura del contratto preliminare ed al suo rapporto con il defnitivo, nonchè all'inquadramento di quest'ultimo come atto di adempimento o come contratto autonomo, è la tematica dell'applicabilità dell'art. 2901 cc comma 3 al contratto definitivo.
 
In linea teorica, infatti, l'inapplicabilità della disciplina della revocatoria al contratto definitivo presuppone che il definitivo si consideri adempimento del preliminare. Secondo la giurisprudenza la revocatoria può essere esperita solo nei confronti del definitivo ed è da escludersi con riferimento al preliminare.
 
La giurisprudenza ha anche soggiunto che le condizioni per esperire la revocatoria devono essere acclarate con riferimento al momento della stipula del contratto preliminare (cass 9970 del 2008 nello stabilire la non assoggettabilità a revocatoria degli atti dovuti ha escluso la revocatoria con riferimento ai contratti stipulati in adempimento del contratto preliminare o fiduciario).
 
Cassazione civile  sez. III 16 aprile 2008 n. 9970

Non sono soggetti a revoca ai sensi dell'art. 2901 c.c. gli atti compiuti in adempimento di un'obbligazione (cosiddetti atti dovuti) e, quindi, anche i contratti conclusi in esecuzione di un contratto preliminare o di un negozio fiduciario, salvo che sia provato il carattere fraudolento del negozio con cui il debitore abbia assunto l'obbligo poi adempiuto, essendo la stipulazione del negozio definitivo l'esecuzione doverosa di un pactum de contrahendo validamente posto in essere (sine fraude) cui il promissario non potrebbe unilateralmente sottrarsi. (Nella specie la S.C., in applicazione del riportato principio, ha confermato la sentenza impugnata di rigetto della domanda ex art. 2901 c.c. proposta in relazione ad un contratto di vendita di un immobile stipulato in esecuzione di un precedente contratto preliminare, evidenziando che la verifica della sussistenza dell'eventus damni va compiuta con riferimento alla stipulazione definitiva mentre il presupposto soggettivo del consilium fraudis va valutato con riferimento al contratto preliminare).

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