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rito fornero e domande subordinate
Rito Fornero: proponibile la domanda subordinata ex art 8 legge n 604/66 - qualie ffetti sul processo 
 
Cass. 16662/15 ha recentemente affermato il principio secondo il quale i medesimi fatti costitutivi sono solo quelli su cui si fonda la domanda di tutela ex art. 18 L. 300/70 concludendo nel senso che la domanda subordinata ex art. 8 legge 604/66 
non è proponibile con ricorso Fornero.
Tale principio pone, però, nella pratica notevoli problemi applicativi. 
E', infatti, frequente che il requisito dimensionale per l'applicazioen della tutela di cui all'art. 18 della l. n. 300 del 1970 risulti tra le parti controverso con la conseguenza che anche la parte ricorrente può non avere certezza in ordine alla possibilità di invocare la tuitela ex art. 18 della l. n. 300 del 1970 o la tutela ex art. 8 della l. n. 604/1966.
Analogamente risulta ricorrente la fattispecie in cui il lavoratore avanza domanda di tutela ex art. 18 della l. n. 300 del 1970 assumendo la natura ritorsiva e/o discriminatoria del licenziamento e, in via subordinata, non ricorrendo i presupposti dimensionali per l'applicazione dell'art. 18 della l. n. 300 del 1970 la tutela risarcitoria di cui all'art. 8 della l. n. 604/66.
Laddove la pronuncia della Suprema Corte dovesse essere interpretata nel senso di imporre la declaratoria di improcedibilità di tutte le domande proposte con il ricorso ex art. 47 e ss dell'art. 1 della l. n. 92 del 2012 che non siano fondate sull'applicazione dell'art. 18 della l. n. 300 del 1970, si finirebbe per imporre alle parti ricorrenti l'onere di proporre distinte domande che vertono sostanzialmente sul medesimo oggetto e che, sotto il profilo logico, sono l'una subordinata all'altra.
Tale onere darebbe poi la stura ad ulteriori problematiche di natura processuale in quanto occorrerebbe poi valutare l'esistenza dei presuppoosti per potere disporre la sospensione del processo subordinato ex art. 295 c.p.c.
In caso contrario si potrebbe finire per celebrare due processi paralleli con analoghe istruttorie che potrebbero, peraltro, sortire esiti differenti.
Appare, dunque, preferibile la via del mutamento del rito; provvedimento, questo, da assumere laddove si ritengano insussistenti i presupposti perchè il processo si svolga secondo le norme di cui ai commi 47 er ss della l. n. 92 del 2012 o allorchè sia rigettata la domanda proposta ai sensi di tale articolo (in tale ultima ipotesi, previa separazione della domanda subordinata dalla principale rigettata).




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