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La responsabilitą da sinistro stradale: articolo 2054 c.c.

 La responsabilità da sinistro stradale disciplinata dall'art. 2054 cc del conducente e del proprietario, la prova liberatoria

Approfondimento a cura di

Virginia Canali

avvocato del Foro di Viterbo

 

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La responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli è disciplinata nel nostro codice civile all’art. 2054 c.c.

L’articolo in esame testualmente recita:<< Il conducente di veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra i veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. Il proprietario del veicolo, o, in sua vece, l’usufruttuario o l’acquirente con patto di riservato dominio, è responsabile in solido col conducente se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. In ogni caso le persone indicate dai commi precedenti sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o da difetto di manutenzione del veicolo>>.

Per  “veicolo” deve intendersi ogni strumento idoneo a trasportare persone o cose circolando senza guida di rotaie, sia esso a trazione meccanica, animale o umana; per tale ultima ipotesi la dottrina prevalente sottolinea che deve  pur sempre trattarsi di macchine funzionalmente destinate a circolare su strada.

Per circolazione si intende il transito, la fermata, la sosta che avvenga su una strada pubblica o su un’area privata  ad uso pubblico e comunque adibita al traffico di pedoni e veicoli; appare chiaro che va esclusa l’applicazione di tale norma qualora il danno  si verifichi su un’area privata ove non è configurabile una circolazione di veicoli.

Nel concetto di circolazione devono ricomprendersi anche le soste e le fermate, perciò risponde anche l’assicurazione del veicolo incendiato dei danni derivati a terzi dallo stesso, indipendentemente dal tempo trascorso tra l’inizio della sosta e l’insorgere dell’incendio. Analogamente la qualità di conducente compete sia quando il veicolo è in moto sia nelle fermate e nelle soste, pertanto anche in tali situazioni il guidatore deve assicurare l’incolumità dei terzi.

Il codice configura una responsabilità del conducente e del proprietario strutturata nel seguente modo:

-sussiste, l’obbligo per il  conducente di fornire la così detta prova liberatoria, e cioè di dimostrare”di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno”; questo non sempre è facile soprattutto se vittima è un pedone, nel qual caso il conducente dovrà dimostrare non solo che si è trovato dinnanzi il pedone  improvvisamente e imprevedibilmente e che è stato assolutamente impossibile evitarlo, ma, soprattutto, di aver tenuto un comportamento non colposo e osservante le regole del codice della strada, il tutto, naturalmente, da valutarsi con riferimento al caso concreto.

Si configura, pertanto, una responsabilità diretta o per fatto proprio fondata su una presunzione relativa di colpa del conducente;

-sussiste una presunzione di responsabilità, nella produzione del danno, tra i conducenti, salvo prova contraria.

La giurisprudenza, a riguardo, afferma che la presunzione di colpa ha carattere sussidiario ed opera soltanto qualora sia impossibile accertare le cause e il grado delle rispettive colpe nella produzione dell’evento dannoso (Cass.12/01/2005 n. 456), che l’accertamento della colpa di uno dei conducenti, di per sé, non comporta il superamento della presunzione di colpa concorrente dell’altro, dovendo quest’ultimo fornire la prova liberatoria (Cass.3/11/2004 n.21056) e che la presunzione di colpa uguale non significa che ciascuno sopporterà il danno subito dalla propria autovettura, ma che l’importo totale del danno sarà ripartito in parti uguali;

-sussiste una responsabilità solidale del proprietario con il conducente, qualora il primo non dimostri che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà; trattasi di responsabilità indiretta o per fatto altrui  ed anche in tale caso può apparire estremamente arduo dimostrare tale mancanza di volontà;

-sussiste, infine, una responsabilità oggettiva del conducente e del proprietario per danni derivanti da vizi di costruzione o da difetti di manutenzione.

Relativamente ai soggetti trasportati la norma esprime principi di carattere generale applicabili a tutti i soggetti danneggiati e quindi anche ai trasportati quale che sia il titolo del trasporto, di cortesia o contrattuale, gratuito ovvero oneroso.

Il danneggiato potrà agire direttamente nei confronti del conducente, del solo proprietario, o di entrambi in solido (art 2055 c.c.).





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