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Gli atti emulativi nella giurisprudenza
L'art. 833 cc definisce gli atti emulativi come quegli atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri. La casistica sottoposta alla cognizione dei giudici con riferimento alla problematica degli atti emulativi riguarda questioni condominiali, relative all'esercizio di servitù di passaggio, al rispetto delle distanze legali. Il principio da sempre espresso dalla giurisprudenza di legittimità è che, ai fini della configurazione di atti emulativi, è necessario che l'atto d'esercizio del diritto non produca alcuna utilità per il proprietario e che lo stesso sia posto in essere al solo scopo di nuocere o arrecare molestia ad altri.
Riportiamo, qui di seguito, alcune delle massime della Suprema Corte in tema di atti emulativi

Cassazione civile  sez. II 27 giugno 2005 n. 13732

Poiché per configurarsi l'atto emulativo previsto dall'art. 833 c.c. è necessario che l'atto di esercizio del diritto sia privo di utilità per chi lo compie ed abbia lo scopo di nuocere o recare molestia ad altri, non è riconducibile a tale categoria la delibera del condominio che, nel disporre il ripristino della recinzione della terrazza a livello attraverso l'installazione di una rete divisoria fra la parte di proprietà esclusiva del condomino e quella di proprietà comune, abbia la finalità di impedirne l'usucapione e di delimitare il confine, garantendo a tutti i condomini l'accesso alla parte comune.

Cassazione civile  sez. II 13 aprile 2001 n. 5564

Il proprietario del fondo servente può recingere la sua proprietà, ancorché gravata da un diritto di servitù di passaggio, per tutelare indirettamente anche i suoi diritti alla sicurezza e alla riservatezza, se, conformemente alla disposizione dell'art. 1064 c.c. il transito per l'"utilitas" del fondo dominante è libero e comodo; nè viola l'art. 833 c.c. se nella chiusura non è configurabile un atto emulativo.

Cassazione civile  sez. II 09 ottobre 1998 n. 9998

Per aversi atto emulativo vietato dall'art. 833 c.c. occorre il concorso di due elementi: a) che l'atto di esercizio del diritto non arrechi utilità al proprietario; b) che tale atto abbia il solo scopo di nuocere o arrecare molestia ad altri.

Cassazione civile  sez. II 03 dicembre 1997 n. 12258

Per aversi atto emulativo vietato dall'art. 833 c.c. è necessario che l'atto di esercizio del diritto sia privo di utilità per chi lo compie e che sia stato posto in essere con il solo scopo di nuocere o di recare molestia ad altri, onde non è riconducibile a tale categoria di atti l'azione del proprietario che chieda la riduzione della costruzione realizzata dal vicino in violazione delle distanze legali. 




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