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comproprietą: il comproprietario escluso va indennizzato

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la II Sezione Civile della Suprema Corte, in tema di comproprietà e condominio, afferma il diritto all'indennizzo in favore del comproprietario che non usi la cosa comune


Con la sentenza n 11486 del 12 maggio 2010, la II sezione civile della Suprema Corte si occupa del tema relativo al diritto all'indennizzo in favore del comproprietario che risulti di fatto e potenzialmente escluso, dal godimento della cosa comune. Secondo la Suprema Corte, una volta raggiunta l'evidenza probatoria dell'impossibilità di un uso potenziale della cosa da parte di un comproprietario per effetto di attività materiale o giuridica poste in essere dall'altro, il diritto all'indennizzo spetterà automaticamente in quanto in re ipsa ex art. 1102 cc.
Il principio è analogo a quello già espresso con riferimento all'uso esclusivo delle cose comuni in sede di condominio, laddove deve ritenersi ammissibile l'uso della cosa comune secondo modalità diverse da quelle insite nella destinazione normale della cosa stessa ma solo entro il limite di cui all'art. 1102 cc e, cioè, soltanto ove non venga compromesso il diritto di farne parimenti uso da parte degli altri comunisti.
La problematica non involge allora la quota reale di uso della cosa in comproprietà o in condominio ma la potenzialità d'uso in quanto il diritto all'indennizzo compete soltanto laddove il comproprietario o il condomino non abbia la potenzialità d'uso della cosa comune.


Cass Civ II Sezione Civile n 11486 del 2010




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