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Art 1183 cc
Art 1183 cc
Tempo dell'adempimento.


[I]. Se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente [1175]. Qualora tuttavia, in virtù degli usi [1340] o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, è stabilito dal giudice [1331, 1482 2, 1771 2, 1810, 1817 1].

[II]. Se il termine per l'adempimento è rimesso alla volontà del debitore, spetta ugualmente al giudice di stabilirlo secondo le circostanze [1817 2]; se è rimesso alla volontà del creditore, il termine può essere fissato su istanza del debitore che intende liberarsi.


Cassazione civile  sez. VI 03 aprile 2012 n. 5285

Il contratto preliminare è fonte di obbligazione al pari di ogni altro contratto ed il suo particolare oggetto, cioè l'obbligo di concludere il contratto definitivo, non esclude che, ove non sia fissato un termine né in sede convenzionale, né in sede giudiziale, sia applicabile ai sensi dell'art. 1183 c.c. la regola dello immediato adempimento ("quod sine die debetur statim debetur"); con la conseguenza che, a norma degli art. 2934, 2935 e 2946 c.c., l'inattività delle parti protrattasi per oltre dieci anni da quando il diritto alla stipulazione del contratto definitivo poteva essere fatto valere, comporta l'estinzione del diritto medesimo per prescrizione



Cassazione civile  sez. II 23 novembre 2011 n. 24739




In tema di adempimento dell'obbligazione contrattuale, ai sensi dell'art. 1183 c.c., la mancata previsione di un termine entro il quale la prestazione deve essere eseguita autorizza il creditore a esigerIa immediatamente, salvo che, in relazione agli usi, alla natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell'esecuzione, sia necessario un termine che in mancanza dell'accordo delle parti, è fissato dal giudice. Qualora manchi il termine di adempimento il giudice, anche se il creditore non abbia previamente proposto una istanza di fissazione del termine, ex art. 1183 c.c., puo ritenere l'inadempimento, ove reputi che il ritardo del debitore sia incompatibile con la natura della prestazione e riveli, perciò, la volontà di non adempiere.


Cassazione civile  sez. II 09 agosto 2011 n. 17125



Qualora i contraenti, contemplando un evento futuro (nella specie, effettiva erogazione di un finanziamento per la realizzazione di una centrale ortofrutticola), abbiano ad esso correlato non l'efficacia del vincolo negoziale, ma soltanto il tempo dell'adempimento di una determinata prestazione (nella specie, pagamento del compenso al professionista autore del progetto), resta esclusa l'invocabilità dei principi inerenti alla condizione od al termine, quali elementi accidentali del negozio incidenti sulla sua efficacia e rimane, invece, applicabile la disciplina sul tempo dell'adempimento, di cui agli art. 1183 ss. c.c., con la conseguenza che il termine per l'adempimento medesimo deve ritenersi maturato sia con il verificarsi dell'evento, sia con la definitiva impossibilità del suo verificarsi (nella specie diniego del detto finanziamento), ove la volontà delle parti, alla stregua del loro indicato atteggiamento, vada intesa nel senso dell'equiparazione dell'una e dell'altra situazione.


Cassazione civile  sez. I 27 aprile 2011 n. 9395



Non integra ultrapetizione, ai sensi dell'art. 112 c.p.c., la fissazione d'ufficio di un termine per l'adempimento della controprestazione nella sentenza costitutiva degli effetti del contratto non concluso, giacché, non prevedendo l'art. 2932, comma 2, c.c. alcun termine per essa, lo stesso deve essere necessariamente stabilito dal giudice secondo la previsione dell'art. 1183, comma 1, c.c.


Cassazione civile  sez. II 27 gennaio 2011 n. 1904



In tema di contratto preliminare, qualora le parti abbiano rimesso alla volontà di una di esse la fissazione del termine relativo alla stipulazione del contratto definitivo e quest'ultima ritardi ingiustificatamente l'esercizio di tale facoltà, l'altra parte, adempiute le obbligazioni poste a suo carico, può tanto rivolgersi al giudice per la fissazione di un termine, ai sensi dell'art. 1183 c.c., quanto proporre direttamente domanda di adempimento in forma specifica, ai sensi dell'art. 2932 c.c.


Cassazione civile  sez. III 10 novembre 2010  n. 22811




Nel caso in cui le parti abbiano condizionato l'efficacia (o la risoluzione) di un contratto al verificarsi di un evento senza indicare il termine entro il quale questo può utilmente avverarsi, può essere ottenuta la dichiarazione giudiziale di inefficacia del contratto stesso per il mancato avveramento della condizione sospensiva (o per l'avveramento della condizione risolutiva) senza che ricorra l'esigenza della previa fissazione di un termine da parte del giudice, ai sensi dell'art. 1183 c.c. quando lo stesso giudice ritenga essere trascorso un lasso di tempo congruo entro il quale l'evento previsto dalle parti si sarebbe dovuto verificare.


Cassazione civile  sez. II 12 ottobre 2009 n. 21583



La mancata previsione, nel contratto, di un termine entro il quale la prestazione deve essere eseguita non impone l'obbligo, in ogni caso, alla parte adempiente di fare ricorso al giudice, ex art. 1183 c.c. Ciò soprattutto quando si ritenga superato ogni limite di normale tolleranza.





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