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Art 30 cc
 
Articolo 30 del codice civile annotato con la giurisprudenza di legittimità - la liquidazione del patrimonio dell'associazione
 
 
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art 30 cc
Liquidazione.

[I]. Dichiarata l'estinzione della persona giuridica o disposto lo scioglimento dell'associazione, si procede alla liquidazione del patrimonio secondo le norme di attuazione del codice [11-21 att.].


Cassazione civile  sez. I 03 febbraio 2012 n. 1590

I provvedimenti emessi dal presidente del tribunale, in forza degli art. 11 e 12 disp. att. c.c., nell'espletamento della sua funzione di nomina e di sorveglianza sull'attività compiuta dai liquidatori di un'associazione privata riconosciuta, costituiscono misure di volontaria giurisdizione, prive di decisorietà e di definitività, essendo il liquidatore revocabile o sostituibile in ogni tempo, anche d'ufficio, e fondandosi esse su di un'indagine sommaria e incidenter tantum, con la conseguenza che avverso tali provvedimenti non è ammessa l'impugnazione straordinaria per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost.

Cassazione civile  sez. III 10 marzo 2009 n. 5738



In caso di scioglimento di un'associazione non riconosciuta non si applicano le norme dettate per lo scioglimento delle associazioni riconosciute, pertanto le prime possono procedere alle attività di liquidazione tramite gli stessi rappresentanti legali in carica alla data dello scioglimento, in regime di proroga dei loro poteri. La nomina dei liquidatori, ancorché non indispensabile, non è tuttavia vietata, ove l'assemblea voglia procedervi ed il liquidatore regolarmente nominato dall'autorità giudiziaria competente è legittimato a rappresentare l'ente in luogo dei passati amministratori.


Cassazione civile  sez. I 08 giugno 1999 n. 5632



Il procedimento di nomina di uno o più commissari liquidatori da parte del presidente del tribunale, previsto dagli art. 30 c.c. e 11 disp. att. c.c., con riguardo (oltre che alle fondazioni) alle associazioni riconosciute, per il caso che l'autorità governativa ne abbia dichiarato l'estinzione o l'assemblea ne abbia deliberato lo scioglimento, ha la natura di un intervento di volontaria giurisdizione non rivolto a risolvere un conflitto su diritti. Detto procedimento è estensibile in via analogica alle associazioni non riconosciute nei limiti in cui è compatibile con la qualità, propria di tali associazioni, di enti privi della personalità giuridica ed essenzialmente disciplinati dagli accordi fra gli associati e, dunque, con esclusivo riferimento all'ipotesi in cui lo scioglimento dell'associazione sia stato negozialmente convenuto dagli associati o sia comunque fra loro incontroverso. Ne consegue che, qualora il presidente del tribunale, adito con il suddetto procedimento, nomini il liquidatore di un'associazione non riconosciuta al di fuori di tali presupposti, cioè in presenza di una situazione di conflitto fra gli associati circa il verificarsi dello scioglimento dell'ente, il relativo provvedimento, ancorché pronunciato nella forma del decreto, assume natura decisoria e carattere sostanziale di sentenza di accoglimento di una domanda di risoluzione del contratto associativo e come tale è impugnabile con ricorso per cassazione ex art. 111 cost. (che, ove accolto, comporta la cassazione senza rinvio del provvedimento - ex art. 382, comma 3, inciso 2, c.p.c. - per l'improponibilità di simile domanda in sede non contenziosa), senza che a detta impugnabilità osti la circostanza che il provvedimento sia già stato impugnato dinanzi alla corte d'appello (posto che tale iniziativa, non essendo coerente con la natura decisoria del provvedimento stesso, non può influire sull'esperibilità del rimedio adeguato a quella natura.

Cassazione civile  sez. I 19 agosto 1992 n. 9656


Il procedimento di liquidazione delle associazioni non riconosciute non è disciplinato, neppure in via estensiva od analogica, dagli art. 30 c.c. e 11-21 disp. att. c.c., regolanti la liquidazione delle associazioni riconosciute: ne deriva che mentre è da escludere, salvo diverso accordo tra gli associati, che in caso di scioglimento venga nominato un liquidatore, alla definizione dei rapporti pendenti devono procedere gli organi ordinari dell'associazione, che a tal fine rimangono in carica, eventualmente anche in regime di "prorogatio".

 




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