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Art 49 cc
Articolo 49 cc e la giurisprudenza di legittimità rilevante, la dichiarazione di assenza dello scomparso
 
Art 49 c.c.
Dichiarazione di assenza.

[I]. Trascorsi due anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia, i presunti successori legittimi e chiunque ragionevolmente creda di avere sui beni dello scomparso diritti dipendenti dalla morte di lui possono domandare al tribunale competente, secondo l'articolo precedente, che ne sia dichiarata l'assenza [722, 723, 724 c.p.c.].


Cassazione civile  sez. II 04 febbraio 2000 n. 1250



È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 300 c.p.c., in riferimento all'art. 24 cost., per la parte in cui non prevede l'interruzione del processo come effetto della conoscenza comunque acquisita (e quindi non risultante in modo processualmente valido) della morte della parte contumace, non essendo applicabili al caso i principi affermati dalla sentenza della Corte cost. n. 220 del 1986, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale degli art. 75 e 300 c.p.c. in riferimento alla diversa fattispecie della scomparsa nel corso del processo del convenuto.


Cassazione civile  sez. lav. 24 ottobre 1989 n. 4338




Il curatore dello scomparso, in quanto abilitato, ai sensi dell'art. 48 c.c., alla conservazione del patrimonio della persona scomparsa, nel quale rientra anche il diritto, precedentemente acquisito dalla stessa, al trattamento di pensione di vecchiaia, è legittimato a riscuotere, non "iure proprio" ma in nome e per conto dello scomparso, i ratei pensionistici a questo spettanti, senza che a tale legittimazione - la quale, in mancanza di limiti temporali imposti dal provvedimento di nomina, permane per tutto il periodo della scomparsa, fino alla promozione del procedimento per la dichiarazione di assenza (art. 49 c.c.) - sia di ostacolo la mancata prova dell'esistenza di vita del pensionato ai sensi dell'art. 69 c.c. (secondo cui nessuno è ammesso a reclamare un diritto in nome della persona di cui si ignora l'esistenza, se non prova che la persona esisteva quando il diritto è nato), essendo tale norma inapplicabile alla specie per l'indubitabile anteriorità dell'insorgenza del diritto alla pensione rispetto alla scomparsa del suo titolare.


Cassazione civile  sez. lav. 14 gennaio 1983  n. 299



La disciplina dell'immissione temporanea nel possesso di beni della persona scomparsa e dell'ammissione all'esercizio temporaneo dei diritti dipendenti dalla di lui morte, dettata dall'art. 50 c.c. per il caso di dichiarazione di assenza dello scomparso medesimo, riguarda esclusivamente il patrimonio dell'assente al momento della scomparsa, ed è diretta a tutelare le aspettative di eredi od altri interessati su detto patrimonio, mentre non può implicare il sacrificio di ragioni di terzi, con l'introduzione a loro carico di obblighi che risulterebbero insussistenti in caso di ritorno dell'assente. Pertanto, deve escludersi che la dichiarazione di assenza possa essere invocata dai presunti superstiti per conseguire, sia pure in via provvisoria, prestazioni pensionistiche indirette da parte di enti previdenziali (nella specie, ENPAM).





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