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Mediatore ausiliario ed esperto- la professionalitą nella mediazione
Mediatore ausiliario ed esperto- la necessità di professionalità nella mediazione. Brevi note sul complesso contemperamento tra la finalità di raggiungere un accordo amichevole e la spendita delle competenze tecniche nel procedimento di mediazione  
 

 

Approfondimento a cura di

Virgilia Canali

Avvocato del Foro di Viterbo

 

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Il D.Lgs. n 24 del 2010


ordinanza di rimessione alla Consulta della questione di legittimità costituziuonale della media conciliazione


la mediazione tributaria


Come è ormai noto, ad operatori esperti del diritto ma anche  a profani del settore, con  il D.Lgs 28/2010 si è introdotta nel nostro ordinamento la mediazione obbligatoria nel tentativo di avvicinare sempre di più la legislazione nazionale in tema di ADR a quella europea.
 
A marzo 2012 il decreto ha compiuto due anni  chiudendosi, con l’obbligo di esperire la mediazione anche per il condominio e  risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, il cerchio sulle materie oggetto di mediazione obbligatoria previste dall’elencazione tassativa dell’art. 5 dello stesso decreto.
 
Le Compagnie di assicurazione così sono chiamate “in causa” per tre materie distinte:
 
-contratti assicurativi
 
-responsabilità medica
 
-risarcimento danno derivante dalla circolazione  
 
Sicuramente quella dell’infortunistica stradale è la materia che vedrà maggiormente coinvolte le Compagnie  (quasi 400mila controversie in corso e si stima che i numeri siano destinati a crescere).
 
E’ in questo settore che, a fronte dell’esigenza di tutela della persona (accertamento della responsabilità e conseguente quantificazione del danno), si avverte la necessità di  una specifica professionalità ad alto contenuto tecnico.
 
A ciò tenta di far fronte il D.Lgs 28/2010 che all’art. 8 comma 1 espressamente prevede<<Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche l’organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari>>.
 
La stessa circolare interpretativa del Ministero della Giustizia del 20/12/2011 insiste sul fatto che il mediatore deve avere delle specifiche competenze relativamente alla materia del contendere, allo stesso assegnata, in virtù di sue conoscenze professionali.
 
Si tratta di un fenomeno di comediazione coerente con la logica di economicità del procedimento ex D.Lgs 28 in quanto, l’utilizzo di uno o più mediatori ausiliari dotati di specifiche competenze tecniche, non comporta spese aggiuntive oltre l’indennità di mediazione rientrando nella stessa.
 
Due sono le critiche che possono essere sollevate a tale previsione normativa.
 
In primo luogo si potrebbe opporre che si corre il rischio di distorcere la figura del mediatore così come delineata dal legislatore trasformandolo in un piccolo giudice; in secondo luogo la conoscenza tecnica del mediatore, condizionando lo stesso nelle sue valutazioni, potrebbe addivenire un ostacolo rilevante nella ricerca di quell’ ”accordo amichevole” che è il fine principale di ogni procedimento di mediazione e che prescinde da qualsiasi logica processuale e giudiziale.
 
Sarà compito dello stesso mediatore contemperare l’esigenza di mettere a disposizione delle parti la sua conoscenza  e quella di mantenere il  ruolo di terzo imparziale senza travalicare quel confine invalicabile che lo porterebbe a perdere il suo obiettivo principale: la ricerca di un accordo amichevole nell’ottica di un soddisfacimento degli interessi di entrambe le parti, no un giudizio, no rompere rapporti umani ma tutelare e dare continuità agli stessi .
 
Chiudo la mia riflessione ponendo l’attenzione sul comma 4 dell’art. 8 del D.Lgs 28/2010: qualora non si possa utilizzare la figura del mediatore ausiliario, ma la competenza tecnica risulti essere fondamentale per risolvere la controversia, il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali.
 
Quella dell’esperto è una figura residuale che entra in campo qualora sia impossibile utilizzare la professionalità di extramediazione di altri mediatori.
 
Le differenze fondamentali, ai fini pratici, tra la figura del mediatore e quella dell’esperto sono che i costi dell’esperto non rientrano nell’indennità di mediazione e, pertanto, debbono necessariamente essere supportati dalle parti e, inoltre, lo stesso a differenza del primo non è sottoposto agli obblighi di imparzialità e alla conoscenza delle tecniche di ADR.
 
Per finire occorre precisare che l’esito delle attività svolte dall’esperto incaricato nel procedimento di mediazione, non potrà essere utilizzato nel successivo giudizio in caso di mancato accordo e, se acquisito su accordo delle parti, non è comunque vincolante per il giudice.




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