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art 1174 cc
Articolo 1174 del codice civile in materia di valutabiliyà economica della prestazione e di interesse anche non patrimoniale del creditore la giurisprudenza di legittimità
 
Art 1174 c.c.
Carattere patrimoniale della prestazione.


[I]. La prestazione che forma oggetto dell'obbligazione deve essere suscettibile di valutazione economica e deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore [648, 1256, 1384, 1411 ss., 1457, 1464].


Cassazione civile  sez. III 13 novembre 2009 n. 24044


Il turista-consumatore ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da parte dell'organizzatore o del venditore, anche se la responsabilità sia ascrivibile ad altri prestatori di servizi, identificabili come optional. Il danno da vacanza rovinata è inquadrabile nell'ambito del danno non patrimoniale e come tale risarcibile ai sensi dell'art. 2059 c.c.


Cassazione civile  sez. I 22 gennaio 2009 n. 1618


Il principio di correttezza e buona fede nell'esecuzione del contratto, espressione del dovere di solidarietà fondato sull'art. 2 Cost., impone a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio di agire in modo da preservare gli interessi dell'altra e costituisce un dovere giuridico autonomo a carico di entrambe, a prescindere dall'esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da norme di legge; ne consegue che la sua violazione costituisce di per sé inadempimento e può comportare l'obbligo di risarcire il danno che ne sia derivato. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva dichiarato risolto per inadempimento del promittente un contratto preliminare di cessione delle quote di una società in nome collettivo, negando qualsiasi rilievo al mancato pagamento dei fornitori della società da parte del promissario, sul presupposto che quest'ultimo, immesso anticipatamente nel possesso dei beni aziendali, ne era stato spogliato dallo stesso promittente, e senza tener conto che l'inadempimento del promissario esponeva il promittente alla responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali).


Cassazione civile  sez. un. 11 novembre 2008 n. 26973



Anche dall'inadempimento di una obbligazione contrattuale può derivare un danno non patrimoniale, che sarà risarcibile nei casi espressamente previsti dalla legge, ovvero quando l'inadempimento abbia leso in modo grave un diritto della persona tutelato dalla Costituzione.


Cassazione civile  sez. III 24 luglio 2007 n. 16315


Nel contratto di viaggio vacanza "tutto compreso" (c.d. "pacchetto turistico" o package, disciplinato attualmente dagli art. 82 ss. del d.lg. n. 206 del 2005 - c.d. "codice del consumo"), che si caratterizza per la prefissata combinazione di almeno due degli elementi rappresentati dal trasporto, dall'alloggio e da servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc.) costituenti parte significativa di tale contratto, con durata superiore alle ventiquattro ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno un soggiorno notturno, la "finalità turistica" (o "scopo di piacere") non è un motivo irrilevante ma si sostanzia nell'interesse che lo stesso è funzionalmente volto a soddisfare, connotandone la causa concreta e determinando, perciò, l'essenzialità di tutte le attività e dei servizi strumentali alla realizzazione del preminente scopo vacanziero. Ne consegue che l'irrealizzabilità di detta finalità per sopravvenuto evento non imputabile alle parti determina, in virtù della caducazione dell'elemento funzionale dell'obbligazione costituito dall'interesse creditorio (ai sensi dell'art. 1174 c.c.), l'estinzione del contratto per sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione, con esonero delle parti dalle rispettive obbligazioni.


Cassazione civile  sez. I 10 gennaio 2003 n. 157


L'inadempimento delle regole di svolgimento dell'azione amministrativa integra una responsabilità che è molto più vicina alla responsabilità contrattuale, anche se l'inquadramento degli obblighi procedimentali nello schema contrattuale, come vere e proprie prestazioni da adempiere secondo il principio di correttezza e buona fede (art. 1174 e 1175 c.c.), è proponibile solo dopo l'entrata in vigore della l. n. 241 del 1990 (nel caso di specie, in cui i fatti di causa erano antecedenti a tale data, la Cassazione ha ritenuto la natura extracontrattuale della responsabilità della p.a.).


Cassazione civile  sez. I 11 ottobre 1997 n. 9880


Il cosiddetto contratto di "sponsorizzazione" - figura non specificamente disciplinata dalla legge - comprende una serie di ipotesi nelle quali si ha che un soggetto - il quale viene detto "sponsorizzato" (ovvero, secondo la terminologia anglosassone, sponsee) si obbliga a consentire, ad altri, l'uso della propria immagine pubblica e del proprio nome, per promuovere un marchio o un prodotto specificamente marcato, dietro corrispettivo; tale uso dell'immagine pubblica può prevedere anche che lo sponsee tenga determinati comportamenti di testimonianza in favore del marchio o del prodotto oggetto della veicolazione commerciale. La obbligazione assunta dallo sponsorizzato ha piena natura patrimoniale ai sensi dell'art. 1174 c.c., corrisponde all'affermarsi, nel costume sociale, della commercializzazione del nome e dell'immagine personali, e viene accompagnata - ordinariamente - da una "esclusiva", ovvero dall'obbligo, per le parti contraenti, di non consentire - anche per un certo tempo dopo la cessazione del rapporto - almeno all'interno del medesimo comparto commerciale, analoga veicolazione. Da un tal complesso di caratteristiche non discende - peraltro - che un contratto di sponsorizzazione debba, indefettibilmente, essere concluso da uno sponsor il quale sia egli stesso il produttore industriale di una determinata merce, ovvero il titolare del diritto di marchio da veicolare, ben potendo il requisito della patrimonialità dell'obbligazione riconoscersi sussistente anche in presenza di un contratto nel quale il contraente sponsor sia altro soggetto, che tragga utilità dallo sfruttamento dell'immagine in questione, ancorché diverso risulti l'organizzatore della relativa produzione. Da ciò consegue che, nel caso in cui lo sponsor sia il distributore esclusivo, per l'Italia, di un certo prodotto, dalla sua relazione di affari con il produttore e dal fatto che anche quest'ultimo tragga vantaggio dalla maggiore penetrazione del suo marchio presso i consumatori, non può trarsi, in via automatica, la conclusione per cui egli sia un contraente in conto altrui, dovendo - invece - tale eventuale qualità accertarsi in fatto.




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