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Art 41 cc
Articolo 41 del codice civile annotato con la giurisprudenza di legittimità la responsabilità dei componenti del comitato
 
 
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ART 41 CC
Responsabilità dei componenti. Rappresentanza in giudizio.


[I]. Qualora il comitato non abbia ottenuto la personalità giuridica, i suoi componenti rispondono personalmente e solidalmente delle obbligazioni assunte [38, 2317, 2320, 2509-bis]. I sottoscrittori sono tenuti soltanto a effettuare le oblazioni promesse.
[II]. Il comitato può stare in giudizio nella persona del presidente [754 c.p.c.].



Cassazione civile  sez. III 22 giugno 2006 n. 14453



Un comitato può essere costituito da un ente pubblico non economico, ancorché manchi di autonomia nell'attività di raccolta dei fondi da impiegare per il raggiungimento dello scopo, posto che ciò che caratterizza un tal tipo di ente sono il fatto del suo costituirsi per uno dei fini indicati dall'art. 39 c.c. e la esistenza di un fondo con cui perseguire detto fine, e non certo l'attività di raccolta dei fondi stessi. Conseguentemente, anche in tal caso, esso ha - pur privo di personalità giuridica - la titolarità piena e diretta dei rapporti patrimoniali relativi sia a beni mobili che immobili, e quindi risponde delle obbligazioni assunte dai suoi rappresentanti. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, in applicazione del principio soprariportato, aveva ravvisato la sussistenza dei requisiti minimi per la costituzione di un comitato, negli articoli dello statuto che indicavano la finalità dell'ente, consistente nel promuovere manifestazioni drammatiche e culturali e che individuavano i fondi nei contributi annui degli associati ed in particolare del Comune).


Cassazione civile  sez. III 08 maggio 2003 n. 6985



I comitati non riconosciuti, come le associazioni non riconosciute, pur non essendo persone giuridiche, sono autonomi centri di imputazione di situazioni giuridiche soggettive, potendo ad essi attribuirsi la titolarità di diritti sia obbligatori che reali; pertanto, l'incorporazione di un comitato non riconosciuto in un comitato riconosciuto non crea una situazione di liquidazione del primo ma una ipotesi di successione a questi del nuovo comitato, con la conseguenza che nei rapporti giuridici del comitato incorporato subentra il comitato incorporante, mentre il comitato inglobato si estingue.


Cassazione civile  sez. un. 18 ottobre 1985 n. 5138



Un comitato costituito da enti pubblici, ancorché non economici, quale il comitato promotore delle manifestazioni espositive di Firenze e Prato, ove manchi del riconoscimento della personalità giuridica di diritto pubblico, configura una struttura privatistica, secondo la previsione degli art. 39 ss. c.c. Pertanto, qualora, in relazione a prestazioni lavorative effettuate presso detto comitato, venga richiesto, in via principale, l'accertamento di un rapporto di lavoro subordinato direttamente con il comune, componente di quel comitato, sotto il profilo della qualificazione del comitato stesso come parte integrante dell'ente territoriale, nonché sotto il profilo dell'inosservanza da parte di quest'ultimo del divieto di intermediazione ed interposizione di cui all'art. 1 della l. 23 ottobre 1960 n. 1369, ed inoltre, in via subordinata, venga richiesto il riconoscimento della costituzione del medesimo rapporto con il comitato (e la conseguente affermazione della responsabilità solidale degli enti che lo costituiscono, a norma dell'art. 41 c.c.), deve dichiararsi la giurisdizione del giudice amministrativo sulla domanda principale, in quanto fondata sulla deduzione di un rapporto di pubblico impiego, a seguito dell'inserimento del dipendente nell'ambito dell'organizzazione pubblicistica di un ente pubblico non economico, mentre deve essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda subordinata, in considerazione del suddetto carattere privatistico del preteso datore di lavoro e della sua attività.

Cassazione civile  sez. III 12 gennaio 1982 n. 134


Mentre nell'associazione non riconosciuta delle obbligazioni assunte rispondono personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione, nel comitato delle obbligazioni assunte rispondono personalmente ed illimitatamente tutti i componenti, in concreto, per conto del comitato medesimo, senza che abbia rilevanza la veste particolare di chi ha posto in essere l'attività, se cioè mandatario, organizzatore, presidente, componente ed anche se le obbligazioni traggono la loro fonte da fatti illeciti connessi all'esercizio di un'attività posta in essere per il comitato, rinvenendosi una limitazione di tale responsabilità alle sole obbligazioni negoziali nè alla lettera nè alla "ratio" della disposizione di cui all'art. 41 c.c.





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