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art 44 cc trasferimento residenza

Articolo 44 del codice civile e giurisprudenza di legittimità il trasferimento della residenza e del domicilio

 

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Art 44 cpc
Trasferimento della residenza e del domicilio.

[I]. Il trasferimento della residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi prescritti dalla legge [31 att.] (1).
[II]. Quando una persona ha nel medesimo luogo il domicilio e la residenza e trasferisce questa altrove, di fronte ai terzi di buona fede si considera trasferito pure il domicilio, se non si è fatta una diversa dichiarazione nell'atto in cui è stato denunciato il trasferimento della residenza.


Cassazione civile  sez. VI 15 ottobre 2011  n. 21370


Il domicilio individua il luogo ove la persona ha stabilito il centro principale dei propri affari e interessi, sicché riguarda la generalità dei rapporti del soggetto, non solo economici, ma anche morali, sociali e familiari. Affinché possa ritenersi verificato un trasferimento di domicilio, pertanto, debbono risultare inequivocabilmente accertati sia il concreto spostamento da un luogo all'altro del centro di riferimento del complesso dei rapporti della persona, sia l'effettiva volontà d'operarlo, a prescindere dalla dimora o dall'effettiva presenza in quel determinato luogo. Ne consegue che il ricovero in una casa di cura o di riposo non implica, necessariamente, anche il trasferimento del domicilio in detto luogo, in quanto il ricovero può avere carattere temporaneo e/o comunque non continuativo, ben potendo la persona, per più o meno brevi periodi, riportarsi nel luogo lasciato e, soprattutto, voler ivi comunque conservare, per intuibili motivi morali e materiali, il centro principale dei propri rapporti.
 
Cassazione civile  sez. III 12 novembre 2010 n. 22955


In tema di notifica ex art. 140 c.p.c., il trasferimento di residenza non può essere opposto ai terzi di buona fede se non è stato denunciato con la doppia dichiarazione fatta al Comune che si abbandona e a quello dove si fissa la dimora abituale.



Cassazione civile  sez. II 22 gennaio 2008 n. 1280



È necessaria la doppia dichiarazione di trasferimento della residenza sia al comune di provenienza che a quello di arrivo per rendere opponibile il trasferimento ai terzi di buona fede.

Cassazione civile  sez. I 20 settembre 2007 n. 19473


È valida la notificazione dell'atto giudiziario (nella specie: citazione introduttiva del giudizio) qualora eseguita presso la residenza anagrafica del destinatario dell'atto stesso, in realtà dimorante stabilmente altrove, ove non possa addebitarsi al notificante l'inosservanza dell'obbligo di ordinaria diligenza nell'accertamento dell'effettiva residenza del destinatario della notifica. Al riguardo, ancorché sia dedotto e dimostrato che il destinatario della notifica ha da tempo trasferito altrove di fatto la propria dimora, senza che controparte ne fosse a conoscenza, correttamente il giudice del merito ritiene la permanenza di un legame del destinatario dell'atto con il luogo di residenza anagrafica, tale da consentirgli di essere reso edotto della corrispondenza ivi inoltrata, dalla relazione di notifica dell'ufficiale giudiziario che ha consegnato il piego al portiere dello stabile, per precaria assenza del destinatario e delle altre persone di cui all'art. 139 c.p.c.


Cassazione civile  sez. II 16 novembre 2006 n. 24416

Qualora sussistano i requisiti richiesti dalla legge, ai sensi degli art. 44 c.c. e 31 disp. att. c.c., per opporre il trasferimento di residenza ai terzi di buona fede, ovvero la doppia dichiarazione fatta al comune che si abbandona e a quello di nuova residenza, con consequenziale cancellazione dall'anagrafe del comune di provenienza e iscrizione nell'anagrafe del comune di nuova residenza, aventi la stessa decorrenza, la notifica effettuata ex art. 140 c.p.c., in cui il piego relativo alla raccomandata ed attestante l'avvenuto compimento delle formalità previste dalla legge sia stato restituito al mittente per compiuta giacenza, è nulla, in quanto la notifica ex art. 140 c.p.c. non esclude ma al contrario postula che sia stato esattamente individuato il luogo di residenza, domicilio o dimora del destinatario, e che la copia non sia stata consegnata per mere difficoltà di ordine materiale, quali la momentanea assenza, l'incapacità o il rifiuto delle persone indicate dall'art. 139 c.p.c. di ricevere l'atto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito, che aveva ritenuto valida la notifica dell'atto di integrazione del contraddittorio eseguita con le modalità indicate in precedenza, ritenendo che con l'uso dell'ordinaria diligenza, ovvero ricorrendo ad una normale ricerca anagrafica, il notificante avrebbe accertato, o avrebbe potuto accertare, che all'epoca della notifica il destinatario dell'atto aveva già da tempo trasferito altrove la propria residenza anagrafica).


Cassazione civile  sez. III 11 novembre 2003 n. 16941


Ai fini della legittimità della notifica presso l'abitazione del destinatario, se il richiedente conosce il luogo di reale dimora abituale, o sia in grado di conoscerlo facendo uso della diligenza che il caso suggerisce, la notifica è legittimamente eseguita solo se tentata presso quel luogo, mentre solo se il notificante ignora incolpevolmente che il luogo di effettiva dimora abituale è diverso da quello ove questi risulti anagraficamente residente, la notificazione può essere legittimamente eseguita presso l'ultima residenza anagrafica. 




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