Ricerca

























avvocati_domiciliatari_diritto_civile.jpg
mod_vvisit_counterVisite Oggi2116
mod_vvisit_counterDal 12/06/0911569849

domiciliazioniprevprof.jpg

 CERCA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata
art 5 c.c.
 
ART 5 CC
Atti di disposizione del proprio corpo. 
 
Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge, all'ordine pubblico o al buon costume [1343, 1418; 579 c.p.].
 
LA GIURISPRUDENZA RILEVANTE
 
Cassazione civile  sez. I 16 ottobre 2007 n. 21748
 
Il consenso informato costituisce, di norma, legittimazione e fondamento del trattamento sanitario: senza il consenso informato l'intervento del medico è, al di fuori dei casi di trattamento sanitario per legge obbligatorio o in cui ricorra uno stato di necessità, sicuramente illecito, anche quando è nell'interesse del paziente; la pratica del consenso libero e informato rappresenta una forma di rispetto per la libertà dell'individuo e un mezzo per il perseguimento dei suoi migliori interessi. Il consenso informato ha come correlato la facoltà non solo di scegliere tra le diverse possibilità di trattamento medico, ma - atteso il principio personalistico che anima la nostra Costituzione (la quale vede nella persona umana un valore etico in sé e guarda al limite del "rispetto della persona umana" in riferimento al singolo individuo, in qualsiasi momento della sua vita e nell'integralità della sua persona, in considerazione del fascio di convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche che orientano le sue determinazioni volitive) e la nuova dimensione che ha assunto la salute (non più intesa come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico e psichico, e quindi coinvolgente, in relazione alla percezione che ciascuno ha di sé, anche gli aspetti interiori della vita come avvertiti e vissuti dal soggetto nella sua esperienza) - altresì di eventualmente rifiutare la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla, in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale.
 
 
Cassazione civile  sez. III 14 luglio 2006 n. 16123
 
 
Il concepito nato malformato, non essendo titolare del diritto a non nascere se non sano, non è legittimato ad ottenere il risarcimento del danno derivante dalla mancata informazione della grave disabilità congenita risultante dall'ecografia.
 
 
 
Cassazione civile  sez. I 23 maggio 2006 n. 12143
 
 
Ogni persona fisica può scegliere liberamente le modalità ed il luogo della propria sepoltura, consentendo espressamente la legge che tra le disposizioni testamentarie rientrino anche quelle a carattere patrimoniale (art. 587, comma 2, c.c.). Quando la scheda testamentaria manca, tale volontà può essere espressa senza rigore di forma attraverso il conferimento di un mandato ai prossimi congiunti, l'esistenza e il contenuto del quale costituiscono questioni di fatto, il cui apprezzamento, riservato al giudice di merito, si sottrae al sindacato di legittimità.
 
Cassazione civile  sez. III 15 gennaio 1997  n. 364
 
La liceità dell'attività medica trova fondamento e giustificazione non tanto nel consenso dell'avente diritto (art. 51 c.p.), che incontrerebbe spesso l'ostacolo di cui all'art. 5 c.c., quanto nelle sua intrinseca legittimità, quale strumento di tutela di un bene, come la salute, costituzionalmente garantito. 
 
 
 
 
 
 




Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

 CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata
Previdenza Professionisti | Diritto Penale | Diritto Amministrativo | Diritto di Famiglia