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art 5 legge n 604 del 1966
L'articolo 5 della legge n 604 del 1966, l'onere della prova in materia di licenziamento per giusta causa e per giustificato motivo 
 
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Legge n 604/1966
ARTICOLO N.5

L'onere della prova della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento spetta al datore di lavoro.


Tribunale  Roma  sez. lav. 27/09/2013 n 10380

In materia di lavoro subordinato, con riguardo alla non ulteriore occupabilità del lavoratore in mansioni equivalenti, in caso di contestazione da parte di quest’ultimo, grava sul datore di lavoro il relativo onere probatorio, ai sensi dell’art. 5, l. n. 604/1966.



Tribunale  Parma  sez. lav. 19/07/2013 270


In tema di licenziamenti individuali, l’art. 5 della l. n. 604 del 1966 pone l’onere della prova della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento in capo al datore di lavoro; onere che, ovviamente, deve essere assolto sotto tutti i profili (sia quanto alle ragioni addotte a fondamento dello stesso, che quanto allo assolvimento dell’obbligo di repechage che, infine, quanto al rispetto del principio di buona fede).


Cassazione civile    sez. lav. 25/06/2013 15935


La sopravvenuta infermità permanente del lavoratore, tale da rendere impossibile la prestazione corrispondente alle mansioni assegnate o ad altre equivalenti, integra un giustificato motivo oggettivo di recesso del datore di lavoro. Il recesso può essere escluso qualora il lavoratore possa essere utilmente adibito ad altra attività corrispondente alle mansioni già assegnate o, con il consenso del lavoratore, a mansioni inferiori, sempre che ciò sia compatibile con l'assetto organizzativo aziendale.



Cassazione civile    sez. lav. 14/03/2013 6501

L'allegazione, da parte del lavoratore, del carattere ritorsivo del licenziamento intimatogli non esonera il datore di lavoro dall'onere di provare, ai sensi dell'art. 5 della legge 15 luglio 1966, n. 604, l'esistenza della giusta causa o del giustificato motivo del recesso; solo ove tale prova sia stata almeno apparentemente fornita, incombe sul lavoratore l'onere di dimostrare l'intento ritorsivo e, dunque, l'illiceità del motivo unico e determinante del recesso.



Cassazione civile    sez. lav. 11/03/2013 5963

L'obbligo di ripescaggio gravante sul datore di lavoro in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo va riferito esclusivamente alle attitudini ed alla formazione di cui il lavoratore è dotato al momento del licenziamento, con esclusione, in capo al datore, dell'obbligo di fornire tale lavoratore di un'ulteriore o diversa formazione per salvaguardare il suo posto di lavoro (nella specie, è stato reputato legittimo il licenziamento irrogato al dipendente, addetto al reparto manutenzione carrozzeria dei veicoli della società, benché egli fosse in possesso della patente K, necessaria per la guida di tutti i veicoli in dotazione alla società).


Cassazione civile    sez. lav. 19/10/2012 n 18025

Il datore di lavoro, prima di poter legittimamente licenziare il lavoratore divenuto inidoneo allo svolgimento delle proprie mansioni, deve verificare che non siano presenti nel proprio assetto produttivo altre mansioni - quand'anche inferiori - cui quest'ultimo può essere assegnato (c.d. «repechage»). Il lavoratore ha solo l'onere di allegare tale possibilità, mentre grava sul datore di lavoro la prova dell'inesistenza di tali mansioni.

Cassazione civile    sez. lav. 26/04/2012 n 6501


Il datore di lavoro ha l'onere di provare, anche mediante elementi presuntivi ed indiziari, l'impossibilità di una differente utilizzazione del lavoratore in mansioni diverse da quelle precedentemente svolte; tale prova, tuttavia, non deve essere intesa in modo rigido, dovendosi esigere dallo stesso lavoratore che impugni il licenziamento una collaborazione nell'accertamento di un possibile repechage, mediante l'allegazione dell'esistenza di altri posti di lavoro nei quali egli poteva essere utilmente ricollocato, e conseguendo a tale allegazione l'onere del datore di lavoro di provare la non utilizzabilità nei posti predetti; inoltre, può concorrere a provare la mancata effettuazione di altre assunzioni nel periodo seguente il licenziamento per le medesime mansioni già assegnate al lavoratore licenziato anche l'esibizione da parte del datore di lavoro del libro matricola, se completo e tenuto in conformità con la legge.


Cassazione civile    sez. lav. 06/07/2011 14872


In caso di licenziamento illegittimo per giustificato motivo il datore di lavoro ha l'onere di provare l'impossibilità di reimpiego in altre mansioni, mentre al lavoratore non può addossarsi altro onere che quello di allegazione della nuova possibilità di lavoro, dovendosi, appunto, tener conto dei concreti aspetti della vicenda e delle allegazioni del lavoratore attore in giudizio. È, invece, inammissibile la configurazione di oneri ulteriori, come l'indicazione degli specifici posti disponibili, che presupporrebbe la necessaria conoscenza dei complessivi assetti aziendali e renderebbe difficoltosa l'allegazione in giudizio riguardo alla possibilità di essere occupato in mansioni diverse da quelle originarie, divenute incompatibili con le condizioni fisiche del prestatore (in applicazione del suesposto principio, la Corte ha dichiarato illegittimo il licenziamento intimato al lavoratore, giustificato, secondo l'azienda, dalla perdita dell'idoneità alle mansioni di autista internazionale).
 
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