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art 9 legge n 604 del 1966
Articolo 9 della legge n 604 del 1966 e la giurisprudenza di legittimità rilevante in materia di indennità di anzianità 
legge 604 1966 
Art. 9.
L'indennità di anzianità è dovuta al prestatore di lavoro in ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

 
Cassazione civile sez. lav. 16/03/1984 1836

I presupposti in presenza dei quali (come stabilito dall'art. 11 della legge n. 604 del 1966, nel testo risultante dalla parziale dichiarazione d'illegittimità costituzionale pronunciata con sentenza n. 104 del 1971) il datore di lavoro ha facoltà di recedere ad nutum ai sensi dell'art. 2118 c.c., dando il preavviso o la corrispondente indennità, debbono sussistere già al momento in cui il datore di lavoro manifesta la sua volontà di recesso, dovendo in caso contrario escludersi il potere di recedere adnutum, ancorché il licenziamento sia intimato con preavviso scadente in un momento successivo a quello della realizzazione dei detti presupposti. Peraltro, il licenziamento ad nutum posto in essere in mancanza del relativo potere non è inesistente - potendo parlarsi d'inesistenza solo per un atto che non presenti alcuno degli elementi tipici dello schema legale - bensì illegittimo e, pertanto, va impugnato, a pena di decadenza, entro il termine previsto dall'art. 6 della legge sopra menzionata.
Cassazione civile sez. lav. 29/06/1981 4244

Sotto il vigore del r.d.l. 30 ottobre 1924 n. 1758 (sul trattamento economico del personale aggregato degli stabilimenti carcerari e dei riformatori governativi), la configurazione del rapporto di lavoro tra Stato e medici aggregati all'amministrazione carceraria come rapporto di lavoro subordinato avente carattere di specialità non esclude che agli stessi spetti l'indennità di anzianità, ai sensi degli art. 2120 c.c. (nel testo risultante dalle sentenze della Corte cost. 27 giugno 1968 n. 75 e 28 dicembre 1971 n. 204) e 9 l. 15 luglio 1966 n. 604, in quanto a tale indennità, per la sua portata complementare rispetto alla retribuzione in senso stretto, deve riconoscersi la tutela costituzionale propria di quest'ultima, onde il relativo diritto discende dai principi consacrati dall'art. 36 cost. Nè a ciò osta l'iscrizione dei medici suddetti alla Cassa per le pensioni ai sanitari poiché, nell'ambito del suindicato peculiare rapporto di lavoro, l'indennità di anzianità surroga l'indennità di buonuscita percepita dai dipendenti statali, nell'ambito del rapporto di pubblico impiego, ad integrazione del trattamento di quiescenza.
Corte Costituzionale 22/12/1980 189

In base all'art. 27 l. 11 marzo 1953 n. 87 va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 10 l. 15 luglio 1966 n. 604 nella parte in cui esclude il diritto del lavoratore, che riveste la qualifica di impiegato o di operaio ai sensi dell'art. 2095 c.c., a percepire l'indennità di anzianità di cui all'art. 9 della medesima l. n. 604 del 1966, quando sia assunto in prova e licenziato durante il periodo di prova medesimo.
Cassazione civile sez. lav. 17/12/1980 n 6536

Le clausole dei contratti collettivi (nella specie c.c.n.l. 30 maggio 1967 per i dipendenti delle aziende municipalizzate del gas e dell'acqua) che stabiliscono il parametro dell'indennità di anzianità, per l'ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro (o d'impiego) per dimissioni volontarie, in misura inferiore a quella prevista per il caso di estinzione del rapporto per licenziamento (o collocamento a riposo) sono illegittime, perché in contrasto con i principi dell'art. 9 l. 15 luglio 1966 n. 604 (sui licenziamenti individuali) e della sentenza 27 giugno 1968 n. 75, con la quale la Corte cost. ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma 1 dell'art. 2120 c.c. nella parte in cui escludeva il lavoratore dal diritto a percepire l'indennità di anzianità nel caso di licenziamento per colpa del lavoratore medesimo o in caso di sue dimissioni volontarie. Pertanto l'autonomia contrattuale riconosciuta alle associazioni sindacali dal detto art. 2120 c.c., deve ritenersi limitata alla sola determinazione del parametro dell'indennità di anzianità (e delle condizioni in presenza delle quali debba l'indennità stessa corrispondersi in aggiunta ad altri trattamenti pensionistici), rimanendo esclusa ogni possibilità di previsione di un trattamento deteriore in relazione a determinate fattispecie estintive del rapporto.





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