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indagini preliminari: efficacia degli atti effettuati dopo la scadenza del termine

Il termine di conclusione delle indagini preliminari decorre dalla data in cui il PM ha iscritto nel registro delle notiziie di reato il nome della persona cui il reato è attribuito, senza che al GIP sia consentito stabilire una diversa decorrenza; i ritardi nell’iscrizione, pur se abnormi, sono privi di conseguenze agli effetti di quanto previsto dall’art. 407 c. 3 cpp , fermi restando gli eventuali profili di responsabilità disciplinare o penale del PM (Sez. U. n. 40538/2009).

La decorrenza del termine va calcolata dal momento della formale ed effettiva iscrizione nell’apposito registro da parte del personale di segreteria delle generalità della persona indagata e non da quello in cui il PM ha disposto l’iscrizione medesima (cass. N. 25385/2012). Non si tratta di precisazione del tutto marginale perché, soprattutto in uffici con rilevanti sopravvenienze e carenza di personale amministrativo,  l’iscrizione può avvenire con notevole ritardo rispetto al provvedimento di iscrizione.

La sanzione prevista dall’ordinamento per gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza del termine è l’inutilizzabilità che opera sino all’esercizio dell’azione penale, dopo la quale è possibile l’attività suppletiva o integrativa d’indagine (il problema della inutilizzabilità non può essere superato in alcun modo quando colpisce attività irripetibili, mentre negli altri casi  nulla osta alla possibilità di reiterare).

Tale inutilizzabilità, però, non è equiparabile alla inutilizzabilità delle prove vietate dalla legge, con la conseguenza che essa non è rilevabile d’ufficio ma solo su eccezione di parte e non opera nel giudizio abbreviato (cass. n. 21265/2011- precedenti conformi).

L’inutilizzabilità colpisce solo gli atti che comportano accertamenti del tutto nuovi e non quelli che costituiscono mera rielaborazione di attività precedentemente svolte, come ad esempio, le note riassuntive o conclusive della p.g. e quelli meramente ricognitivi della permanenza ed attualità di situazioni in precedenza accertate (cass.n. 4089/2012).





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