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insegnanti tecnico pratici e abilitazione
Tra i vari filoni di contenzioso in materia scolastica, vi è quello degli insegnanti tecnico pratici i quali sostengono la sufficienza del diploma d’istruzione superiore, di cui sono in possesso, per l’insegnamento. Lamentano infatti che nei loro confronti non siano mai stati in concreto istituiti i TFA o i percorsi SSIS e che, proprio per tale ragione, gli  insegnanti tecnico pratici sono sempre stati ugualmente ammessi ai concorsi che prevedevano il possesso di abilitazione all’insegnamento, e ciò in forza del regime transitorio disciplinato dall’art. 402, D.Lgs. 297 del 16/4/94. Chiedono in definitiva l’accertamento giudiziale dell’equipollenza del loro titolo di studio all’abilitazione, nei sensi di cui sopra, e quindi di essere inseriti nella II^ Fascia delle graduatorie d’istituto, il tutto anche al fine di non venire esclusi dal canale di reclutamento da ultimo disciplinato dall’art. 17, co. 2, lett. b), D.Lgs. 59 del 13/4/17.

In sede cautelare le domande proposte sono state, a quanto consta, respinte sulla base di motivazioni sostanzialmente convergenti con la seguente.

Nel nostro ordinamento l’abilitazione è un titolo diverso e ulteriore rispetto al titolo di studio richiesto per l’accesso all’insegnamento e non può certo essere sostituita dalla esperienza pratica acquisita “sul campo”  come insegnante precario.
Le conseguenze pratiche di una tale impostazione, peraltro priva di sostegno normativo,  sarebbero devastanti in un Paese come il nostro in cui vi è una massa di docenti precari con molti anni di insegnamento, anche   senza abilitazione. 
Detto ciò si osserva che la giurisprudenza del giudice amministrativo, invocata dai ricorrenti, non afferma affatto l’efficacia di per sé  abilitante del titolo di studio posseduto dagli  insegnati tecnico pratici, né l’equiparazione dello stesso ad una vera e propria abilitazione, ma si limita a dichiarare  illegittima la loro esclusione dal concorso pubblico (proprio in quanto pubblico e  non riservato ai docenti abilitati, come sostenuto nel ricorso) bandito con DDG 26-2-2016 n. 106, consentendone quindi la partecipazione nonostante la mancanza di un titolo abilitante  (che è cosa non solo diversa, ma addirittura contraria, dal sostenere che  gli stessi siano stati ritenuti  in possesso di un tale titolo o di un titolo allo stesso equiparato).
Il problema è tutt’affatto diverso per  il concorso di cui al D. Lgs 59/2017, che non richiede  il possesso del titolo abilitante, anche se prevede una procedura semplificata per i docenti iscritti nelle graduatorie  ad esaurimento oppure nella seconda fascia di quelle di istituto  (cioè già abilitati) alla data del 31-5-2017.





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