Ricerca

























avvocati_domiciliatari_diritto_civile.jpg
mod_vvisit_counterVisite Oggi905
mod_vvisit_counterDal 12/06/0911792581

domiciliazioniprevprof.jpg

 CERCA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata
parcella avvocato domiciliatario: chi paga?
La Suprema Corte inquadra il rapporto giuridico trilaterale che si forma tra dominus cliente ed avvocato domiciliatario ed individua il soggetto obbligato al pagamento della parcella del domiciliatario
 
Approfondimento a cura di
 
Domenica Carbone
 
avvocato del Foro di Biella
 
 
Argomenti correlati
 
 
Il caso è comune a tutti noi professionisti: il collega di un Foro diverso ci chiama e ci chiede disponibilità ad assumere l'incarico di mero domiciliatario in una causa.
 
Il dominus non accenna ad un fondo spese e se lo fa rimanda al Cliente. Così il collega domiciliatario, fiducioso, svolge l'attività di cancelleria, partecipa a tutte le udienze su delega del dominus, compresa la CTU, e passati due/tre anni circa è pronunciata la sentenza.
 
Finalmente è arrivato il momento di mandare la nota pro forma per l'attività e le competenze maturate: ma passa un mese, ne passano tre e nulla accade.
 
Il dominus ci dice che pagherà il Cliente.
 
Orbene, ecco un'esilarante scoperta: il Cliente è nel frattempo stato dichiarato fallito e il dominus non intende insinuarsi al passivo, ed anzi, ci consiglia di insinuarci personalmente.
 
Cari Colleghi, non è così semplice!
 
La Corte di Cassazione Civile, sez.II, con sentenza n. 25816 del 12.12.2011, ha infatti affermato che, il rapporto tra i due legali si configura come mandato – e non come contratto a favore del terzo – essendo il domiciliatario “mero esecutore delle direttive impartite”, e non codifensore, e, pertanto, spetta al domiciliante, e non al cliente, pagare gli onorari del domiciliatario.
 
La sentenza in nota afferma che «obbligato a corrispondere il compenso professionale al difensore per l'opera professionale richiesta, se ed in quanto la stessa sia stata svolta, non è necessariamente colui che ha rilasciato la procura alla lite». Infatti, «l’obbligato può anche essere colui che abbia affidato al legale il mandato di patrocinio, anche se questo sia stato richiesto e si sia svolto nell'interesse di un terzo, instaurandosi in tale ipotesi, collateralmente al rapporto con la parte che abbia rilasciato la procura ad litem, un altro distinto rapporto interno ed extraprocessuale»; rapporto regolato dalle norme di un ordinario mandato, in virtù del quale la posizione del cliente viene assunta non dal patrocinato ma da chi ha richiesto per lui l'opera professionale.
 
Pertanto, «fermo il rapporto contrattuale tra il cliente e l’avvocato, quest’ultimo può dare mandato ad un altro avvocato affinché svolga attività nell’interesse del suo cliente. E in questo caso l’avvocato mandante diventa cliente dell’avvocato mandatario, nel senso che è l’avvocato mandante ad essere obbligato al pagamento dell’avvocato mandatario e non il cliente in senso stretto che, per contro, resta legato al rapporto contrattuale con l’avvocato mandante».
 
In forza di tale principio, atteso che l'insinuazione nel fallimento del Cliente non sarebbe fondata su alcuna obbligazione, essendo il rapporto sorto tra i due legali, è quindi auspicabile che il dominus predisponga, anche alla luce dell'art. 9, 3^comma, del D.L. n. 1 del 24 gennaio 2012, una scrittura privata avente ad oggetto il conferimento dell'incarico professionale ivi prevedendo la corresponsione almeno di un fondo spese per il mero domiciliatario.
 
Avv. Domenica Carbone
Via Vercelli n.8– 13900 Biella Tel.015.0992395 cell.345.1863264 – fax 015.3809970
e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo posta certificata: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
p.iva 02408010029

 
 
Argomenti correlati
 
trova l'avvocato domiciliatario 




Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

 CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata
Previdenza Professionisti | Diritto Penale | Diritto Amministrativo | Diritto di Famiglia